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Come è cambiata la narrativa su AI e Neocloud dopo il rapporto di Gartner del 14 ottobre

| 29/10/2026
Come è cambiata la narrativa su AI e Neocloud dopo il rapporto di Gartner del 14 ottobre

Il rapporto di Gartner, pubblicato il 14 ottobre 2026, sostiene che per giustificare in termini finanziari i 7 trilioni di dollari di investimenti previsti dagli operatori di Neocloud, (i fornitori di GPU as a service) nei prossimi 5 anni servirebbero 8,5 trilioni di ricavi cumulati, mentre le stime più ottimistiche ne prevedono poco più di un terzo. Da qui la previsione che più dell’80% dei Neocloud come CoreWeave, IREN e Nebius, cesserà di operare in modo indipendente entro il 2030, attraverso fusioni, acquisizioni, ristrutturazioni o chiusure.

A differenza degli hyperscaler che hanno flussi di cassa diversificati che possono assorbire le perdite AI, i Neocloud no; il loro modello funziona solo finché la crescita dei ricavi tiene il passo della spesa. Ma in realtà, secondo Gartner la monetizzazione dell’AI non regge il ritmo della struttura di finanziamento. Dopo la pubblicazione del rapporto le azioni di molti operatori sono crollate: CoreWeave ha perso il 15,5% con volumi triplicati, DigitalOcean ha ceduto il 14%, Hut 8 il 10%, Nebius e IREN circa il 9-10%. Non è stata una crisi tech, ma una riformulazione del modello di business dei neocloud come categoria. La risposta è arrivata con il memo interno del CEO di CoreWeave, Michael Intrator, che ha definito il mercato “irrazionale” richiamando il backlog contrattuale (12,4 miliardi di ricavi attesi nel 2026) e una crescita del 112% anno su anno.

Il quadro delineato da Gartner nel suo rapporto e la reazione successiva alla pubblicazione del rapporto ha iniziato a modificare la percezione del mercato sull’evoluzione del sistema che sostiene lo sviluppo dell’AI. Prima del 14 ottobre la questione era “quanto in fretta possono crescere i neocloud?”; dopo, è diventata “chi si rifinanzia, chi viene acquisito e a quale prezzo?”. Il rapporto ha fornito gli elementi mancanti al dibattito sulla bolla: non “la domanda di AI non c’è” ma “la monetizzazione non sostiene la struttura finanziaria“. Le parole più citate di Will Sommer l’analista che ha coordinato l’elaborazione del rapporto sono: “il problema non è la domanda, ma il fatto che le imprese faticano a trarre valore da questi investimenti e i consumatori sono poco disposti a pagarli”. Paradossalmente, le conseguenze più durature potrebbero non essere finanziarie ma operative: una svolta verso la realizzazione di capacità interne e l’ascesa dei neocloud sovrani.

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