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“Filo Conduttore”. La vicenda Sielte sollecita un quesito: quali controlli di tutela e compliance sui fornitori strategici?

| 13/10/2026
“Filo Conduttore”. La vicenda Sielte sollecita un quesito: quali controlli di tutela e compliance sui fornitori strategici?

Una trasmissione degli atti alla Procura non equivale a una condanna, né costituisce di per sé una causa automatica di esclusione dalle gare. Ci mancherebbe. Ma quando la clientela di un’azienda comprende i più importanti soggetti pubblici e privati italiani, la domanda a carico dei committenti sorge spontanea: “Gli elementi emersi nell’inchiesta “Filo Conduttore” e successiva sentenza sono stati esaminati o saranno esaminati dai vostri organismi interni competenti attraverso i sistemi di controllo dei fornitori?”.

Continuiamo la nostra narrazione sulla vicenda dell’indagine “Filo Conduttore”. Dal ministero della Difesa al MAECI, da FiberCop a Open Fiber: dopo la decisione del Gup di trasmettere gli atti alla Procura sui rapporti tra Sielte S.p.A. e il clan Pillera-Puntina, si pone il tema delle verifiche da parte dei committenti (sia pubblici che privati) sui fornitori delle infrastrutture nazionali, sulla compliance e sugli adeguamenti sostanziali per rispondere a quanto le norme prevedono.

Il punto sulle puntate precedenti

Abbiamo ricostruito alcuni dei passaggi più significativi dell’inchiesta “Filo Conduttore” (a fondo pagina i link agli articoli precedenti), con riferimento a quelle parti dell’indagine che riguardano il mondo industriale delle telecomunicazioni ed i finanziamenti pubblici sul digitale. Il tutto avendo dei punti di riferimento: le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Messina, i rapporti descritti nelle carte giudiziarie tra esponenti dell’ambiente imprenditoriale e il clan Pillera-Puntina, le vicende che riguardano Salvatore Turrisi(presidente di Sielte S.p.A.) e il ruolo attribuito dagli investigatori a Roberto Costa. Abbiamo soprattutto raccontato la decisione del Gup di Catania Luigi Barone che, con la sentenza del 20 luglio 2026, ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura per le determinazioni di competenza su Roberto Costa e su quanto esposto nella motivazione relativamente ai rapporti tra Sielte S.p.A. e l’associazione mafiosa Pillera-Puntina. Naturalmente si tratta di un provvedimento che non costituisce un accertamento di responsabilità penale nei confronti della società in questione o dei suoi vertici, ma che pone una questione ulteriore, di natura industriale e organizzativa: quali verifiche sono previste in casa dei committenti, quando un grande fornitore di infrastrutture strategiche viene citato in vicende giudiziarie di questa rilevanza? Quindi, la domanda riguarda anzitutto i committenti.

Dai ministeri alle telecomunicazioni: i clienti di Sielte S.p.A.

Sielte S.p.A.  è uno dei principali operatori italiani nella realizzazione e manutenzione di infrastrutture tecnologiche e di telecomunicazione. Nel 2024 ha dichiarato un fatturato superiore a 700 milioni di euro e un portafoglio clienti che comprende amministrazioni pubbliche, società partecipate dallo Stato e alcuni dei maggiori gruppi industriali del Paese. Nel Bilancio di sostenibilità 2024 la società indica, tra gli altri, come suoi clienti il Ministero della Difesa, Ministero dell’Interno, Ministero degli Affari Esteri, Sogei, Infratel Italia, Anas, Rai, Rai Way, Poste Italiane, Leonardo, Terna Rete Italia, e-distribuzione, Aeroporti di Roma, Gesap e Lepida. nSul versante delle telecomunicazioni figurano FiberCop, TIM, Open Fiber, Fastweb, Vodafone Italia, Wind Tre, Iliad, Inwit, Retelit, Telecom Italia Sparkle, Eolo ed Ericsson. Si tratta di un elenco dichiarato dalla società, che non permette di stabilire automaticamente quali rapporti contrattuali siano ancora attivi né il loro valore attuale. Anche se alcune commesse risultano, tuttavia, documentate da procedure pubbliche. Ad esempio, nel 2020 Consip ha aggiudicato a Sielte S.p.A. una fornitura di licenze provenienti da una società terza per i contact center di Sogei e del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Nel 2022 il Ministero dell’Interno ha affidato al raggruppamento Fastweb-Sielte un servizio relativo ai braccialetti elettronici. Sono solo due esempi di committenza pubblica. Sielte S.p.A.  figura inoltre tra gli operatori coinvolti in procedure aggiudicate da Infratel Italia ed è un Identity Provider SPID accreditato da AgID. Una presenza significativa in settori nei quali la selezione e il monitoraggio dei fornitori assumono particolare importanza.

Il nodo dei controlli sui fornitori

È proprio la natura in molti casi strategica delle attività svolte da Sielte S.p.A. a rendere rilevante la questione. Le grandi imprese di telecomunicazioni, energia e infrastrutture, così come le amministrazioni pubbliche, dispongono normalmente di procedure di qualificazione e monitoraggio dei fornitori. Queste procedure possono comprendere verifiche societarie, controlli sui requisiti di integrità, valutazioni reputazionali, monitoraggio dei subappaltatori e analisi dei rischi connessi alla continuità delle attività. Per gli appalti pubblici si aggiungono gli obblighi previsti dalla normativa sui contratti e, nei casi applicabili, dalla disciplina antimafia. La questione non è se una vicenda giudiziaria, come quella in corso, debba determinare automaticamente l’esclusione di un fornitore. La questione è se debba comportare, per i soggetti coinvolti, una valutazione documentata del rischio di fornitura.

La distinzione è sostanziale.

Una trasmissione degli atti alla Procura non equivale a una condanna, né costituisce di per sé una causa automatica di esclusione dalle gare. Ci mancherebbe. Allo stesso tempo, le procedure di due diligence e di controllo dei fornitori possono prendere in considerazione circostanze rilevanti anche prima di un eventuale accertamento penale definitivo, nel rispetto delle regole applicabili. Da qui una domanda che riguarda tutti i principali committenti di Sielte S.p.A.. Una domanda quindi che non riguarda il ruolo dell’azienda sottoposta a supplemento di indagine, ma che va rivolta ai committenti, pubblici e privati. E la domanda è la seguente: “Gli elementi emersi nell’inchiesta “Filo Conduttore” e nella successiva sentenza sono stati esaminati o saranno esaminati dai vostri organismi interni competenti attraverso i sistemi di controllo dei fornitori?” È un interrogativo che ora interessa tanto i soggetti pubblici quanto gruppi come FiberCop, TIM, Open Fiber, Fastweb, Vodafone Italia, WindTre, Iliad, Leonardo, Terna Rete Italia ed e-distribuzione. Non perché vi siano elementi di irregolarità da attribuire a questi committenti, ci mancherebbe, ma perché la verifica dei rischi della catena di fornitura costituisce una componente ordinaria dei sistemi di governance delle grandi organizzazioni.

La governance e i presidi interni di Sielte S.p.A.

Il tema riguarda anche i controlli interni della società in questione. Sielte S.p.A. dichiara di avere adottato un Modello organizzativo ai sensi del decreto legislativo 231/2001, di disporre di un Organismo di Vigilanza, di una funzione Compliance & Risk e di un Comitato Controllo & Rischi istituito nel 2024. Si tratta di presidi organizzativi finalizzati, con competenze differenti, alla prevenzione degli illeciti e alla gestione dei rischi aziendali. La società presenta inoltre una struttura proprietaria concentrata. Secondo il Bilancio di sostenibilità 2024, ITEL S.p.A. detiene il 96,5% del capitale di Sielte S.p.A. In tale quadro, Salvatore Turrisi presiede il Consiglio di amministrazione, nel quale risultano anche componenti indipendenti. La concentrazione proprietaria non rappresenta di per sé un’anomalia. Rende però particolarmente importante l’effettiva autonomia e capacità di intervento delle funzioni di controllo. Alla luce della sentenza, è quindi ragionevole chiedersi se gli organismi competenti abbiano valutato la necessità di approfondimenti sulle procedure di assegnazione dei lavori, sulla selezione dei subappaltatori e sui rapporti descritti nelle carte giudiziarie. Un altro aspetto riguarda Roberto Costa, espressamente citato dal giudice nella disposizione di trasmissione degli atti alla Procura. Sarebbe utile chiarire se ricopra ancora funzioni operative in Sielte S.p.A. e quali siano le sue attuali responsabilità. Sono verifiche la cui eventuale effettuazione e i cui esiti non risultano accertati sulla base della documentazione sin qui esaminata.

Il punto non è la responsabilità penale, ma la gestione del rischio

Sielte S.p.A. ha ribadito di non essere stata parte del processo “Filo Conduttore”, di non essere destinataria di contestazioni in quel giudizio e di essere disponibile a fornire chiarimenti all’autorità giudiziaria. Sono precisazioni essenziali.  Ma il tema della responsabilità penale deve essere tenuto distinto da quello della gestione dei rischi aziendali e contrattuali. Un fornitore può non essere destinatario di contestazioni penali e, nello stesso tempo, essere oggetto di una verifica interna da parte di un committente sulla base di elementi documentati che richiedano approfondimenti. È il principio sul quale si fondano i sistemi di controllo delle grandi imprese: valutare i rischi, documentare le verifiche e adottare, quando necessario, misure proporzionate.

La trasmissione degli atti alla Procura non è un atto di accusa

La decisione del Gup di trasmettere gli atti alla Procura do Catania sui rapporti tra Sielte S.p.A. e il clan Pillera-Puntina non anticipa alcuna responsabilità. Rappresenta tuttavia una circostanza giudiziaria precisa, della quale i soggetti interessati possono valutare la rilevanza nell’ambito delle proprie procedure. Per questo il punto non è se i grandi clienti debbano o meno interrompere i rapporti commerciali con Sielte S.p.A.. La domanda è un’altra. Ministeri, società pubbliche e grandi operatori privati hanno valutato la necessità di verificare la posizione del proprio fornitore alla luce di quanto emerso da “Filo Conduttore”? E, qualora lo abbiano fatto, quali procedure sono state attivate? Non è possibile affermare, allo stato, che tali controlli non siano stati svolti. Ma chiarire se siano stati effettuati o meno sarebbe utile per far comprendere il funzionamento dei sistemi di qualificazione e monitoraggio dei fornitori strategici in uso presso i committenti, pubblici o privati che siano. Oltre che utile anche importante. Perché la solidità di una filiera industriale non si misura soltanto nella capacità di realizzare infrastrutture, rispettare contratti e garantire continuità operativa. Si misura anche nella capacità di riconoscere e valutare tempestivamente i rischi, senza dover anticipare giudizi di colpevolezza e senza attendere necessariamente che siano i tribunali a imporre una risposta. Ed è su questo terreno, prima ancora che su quello giudiziario, che il caso Sielte S.p.A., come tanti altri prima di questo, pone una questione di interesse pubblico.

Gli articoli precedenti sullo stesso tema:

(5 ottobre 2026)

·      “Filo Conduttore”, la Procura indagherà sui rapporti tra Sielte e il clan Pillera. Le richieste d’aiuto raccontate dal pentito

(28 settembre 2026)

·      Richiesta di rettifica di Sielte su: “Processo Filo Conduttore a Catania, la fibra alla sbarra”. IF Risponde

(31 luglio 2026)

·      Processo “Filo conduttore” a Catania. La fibra alla sbarra…​

(29 luglio 2026)

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