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A chi appartengono i marchi automobilistici? L’esplosione del settore in Cina e il resto del mondo: facciamo ordine

| 22/08/2026
A chi appartengono i marchi automobilistici? L’esplosione del settore in Cina e il resto del mondo: facciamo ordine

Non è facile districarsi nella galassia dei gruppi automobilistici mondiali e dei marchi che controllano: proviamo quindi a fare ordine a partire dalla moltitudine in Cina.

Quando consideriamo un marchio automobilistico, ignoriamo spesso che fa parte di un gruppo che al suo interno possiede altri marchi, spesso con offerte eterogenee. Dalle auto del segmento premium, praticamente di lusso, alle utilitarie: esistono dei colossi con un portafoglio di aziende e che rendono il panorama del settore automobilistico più complesso e sfaccettato di quanto potremmo credere.

La Cina e l’espansione del settore auto con centinaia di marchi

Prendiamo quanto sta avvenendo in Cina: come riporta una dettagliata analisi pubblicata su Autosport, negli ultimi tempi il settore è esploso (grazie alla scommessa delle vetture elettriche) con diversi gruppi che a loro volta controllano non pochi marchi, anche fuori dal territorio nazionale grazie all’ascesa dell’industria automobilistica cinese (come è il caso di Geely). In totale si parla di 12 grandi case automobilistiche per circa 70 marchi, se non addirittura un centinaio: un’esuberanza che però sarà soggetta ad una sorta di selezione naturale, come sanno nella stessa Cina. L’amministratore delegato di Xpeng, He Xiaopeng, lo scorso anno aveva infatti profetizzato che entro il 2030 rimarranno solo 5 produttori cinesi. Gli altri o spariranno o saranno drasticamente ridimensionati.

Probabilmente rimarrà in piedi BYD, tra i colossi dell’automotive cinese (nato nel 1995 ma entrato nel settore dal 2003) che si stanno facendo conoscere anche all’estero, prendendo piede nei nostri mercati con l’offerta di auto ibride ed elettriche. Un altro grande nome che ha sconfinato nelle nostre latitudini è quello di Dongfeng, che di recente ha stretto una collaborazione con Nissan per un Suv coupé che a sua volta vuole sfidare Tesla e Xiaomi.

Questa comunque la situazione dei gruppi e marchi in Cina, come riporta Autosport:

  • Anhui Jianghuai Automobile Group Corporation (JAC): JAC Motors, JAC Refine, JAC Yiwei.
  • Beijing Automotive Industry Holding Co (BAIC): Arcfox, Beijing, Beijing Off-road,Foton.
  • BYD Auto: BYD, Denza, Fangchengbao, Linghui, Yangwang.
  • Chery Automobiles: Cherry, Exeed, iCar, Jetour.
  • China Changan Automobile Group: Avatr, Changan Auto, Deepal, Kaicene.
  • China First Automobile Works Group Corporation (FAW): Bestune, Hongqi, Jiefang, Yueyi.
  • Dongfeng Motor Corporation: Aeolus, Dongfeng Nammi, Forthing, M-Hero, Voyah.
  • Great Wall Motor (GWM): Haval, Ora, Tank, Wey.
  • Guangzhou Automobile Corporation (GAC): Aion, Hyptec, Trumpchi
  • Seres Group: AITO, DFSK, Fengon, Seres.
  • Shanghai Automotive Industry Corporation (SAIC): Baojun, IM, Maxus, MG, Nanjing-Iveco.
  • Rising Auto: Roewe, Sunwin, Wuling, Yuejin.
  • Zhejiang Geely Holding Group (Geely): Farizon, Geely, Ji Yue, Livan, Lynk & Co, LEVC, Lotus, Polestar, Proton, Smart (50% con Mercedes-Benz), Volvo, Zeekr.
  • Realtà indipendenti: Beijing Car And Home Information Technology (Li Auto), Guangzhou Xiaopeng Motors Technology (Xpeng), Huawei, Rox Motor, Shanghai Nio Automobile (Nio), Xiaomi Automobile, Zhejiang Leapmotor Technology (Leapmotor).

Gli Stati Uniti: restano due grandi gruppi, ma ci sono realtà pioniere come Tesla

Veniamo quindi agli Stati Uniti, dove attualmente ci sono solo due grandi gruppi, ovvero General Motors e Ford. Un tempo era un triumvirato con Chrysler, ma una serie di passi falsi hanno minato la grandezza di quest’ultima e l’indipendenza, e oggi il marchio fa parte della scuderia della galassia Stellantis. Ma al di là della vecchia guardia, gli USA hanno dato vita ad una realtà come Tesla, pioniera della mobilità elettrica (anche se oggi la multinazionale di Elon Musk si sta orientando sempre di più verso l’alta tecnologia e l’intelligenza artificiale, dopo aver perso la leadership nelle vendite mondiali delle auto a batteria a causa dell’ascesa cinese), settore dove opera anche la californiana Lucid o la Slate, nata nel Michigan.

  • Ford Motor Company: Ford, Lincoln.
  • General Motors: Buick, Cadillac, Chevrolet, GMC-
  • Realtà indipendenti: Lucid, Rivian, Slate, Tesla.

L’Europa e i suoi gruppi: Stellantis e Volkswagen i più grandi

Nella vecchia Europa è facile pensare subito a Stellantis, frutto della fusione tra FCA e il gruppo PSA, ognuna con il loro portafoglio di marchi che ad oggi sono in tutto 13, rispetto ai 9 di una realtà come Volkswagen che sta vivendo il momento più complesso della sua storia, persino più del controverso dieselgate visto che non parliamo di uno scandalo da gestire ma di una crisi strutturale profonda. Ma sono molte le case indipendenti, tra cui dei grandi nomi del lusso e del segmento premium come Ferrari o Ineos.

  • Gruppo BMW: BMW, Mini, Rolls-Royce, Bugatti Rimac, Bugatti, Rimac.
  • Mercedes-Benz: Mercedes-Benz, Smart (al 50% con Geely).
  • Gruppo Renault: Alpine, Dacia, Mobilize, Renault.
  • Stellantis: Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Citroen, Dodge, DS, Fiat, Jeep, Lancia, Maserati, Opel, Peugeot, Ram, Vauxhall.
  • Gruppo Volkswagen: Audi, Bentley, Cupra, Lamborghini, Porsche, Seat, Scout, Skoda, Volkswagen.
  • Realtà indipendenti: Aston Martin, Ariel, Caterham, Donkervoort, Ferrari, Gordon Murray, Ineos, Morgan Motor, Pagani, Koenigsegg, Zenvo.

Il Giappone: Toyota svetta anche a livello mondiale

Il Giappone, che negli anni Ottanta e Novanta fece quello che sta facendo oggi la Cina con il settore europeo e americano, ovvero mettere pressione e in discussione i rapporti di forza mondiale nell’automotive, può contare su un gigante come Toyota, leader al mondo nelle vendite globali di auto in tutto il pianeta. Ma l’industria giapponese è storicamente votata al mondo dell’auto e della mobilità con realtà di livello planetario come Honda e Nissan, e al di là dei gruppi con marchi come Suzuki, Mazda o Subaru.

  • Toyota Motor Corporation: Daihatsu, Hino, Lexus, Toyota.
  • Honda Motor Company: Acura, Honda.
  • Nissan Motor Company: Infiniti, Nissan.
  • Realtà indipendenti: Mazda, Mitsubishi, Subaru, Suzuki.

Il resto del mondo: Corea e India

In Corea del Sud ovviamente abbiamo come gruppo che giganteggia Hyundai, che nel 2025 è stata terza al mondo dopo Volkswagen e la leader Toyota. All’infuori di questo colosso spicca la ex SsangYong Motor Company, dal 2023 nota come KGM o KG Mobility, di recente oggetto di una operazione da parte del gruppo cinese Chery per opzionare una partecipazione che tocca il 10% dell’azienda coreana.

  • Hyundai Motor Group: Genesis, Hyundai, Kia.
  • Realtà indipendenti: KG Mobility (KGM).

Chiudiamo infine con l’arrembante India, desiderosa di volersi ritagliare il proprio posto al sole mondiale nel settore, anche elettrico. Due i gruppi principali: da una parte Tata Motors, che controlla a sua volta il gruppo JLR dove troviamo marchi storici occidentali come Jaguar e Land Rover. Dall’altra Mahindra, che nel 2016 ha acquisito Pininfarinafondando due anni dopo la Automobili Pininfarina.

  • Mahindra Group: Mahindra, Pininfarina.
  • Tata Motors: Jaguar, Land Rover, Tata Daewoo, Tata Hitachi.

(Fonte: https://www.autosport.com/general/news/who-owns-who-every-major-manufacturer-and-its-parent-company/10844174/)

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