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Il punto sugli aerotaxi: test in corso per gli eVTOL, ma intanto si stringono accordi con il settore militare

| 14/08/2026
Il punto sugli aerotaxi: test in corso per gli eVTOL, ma intanto si stringono accordi con il settore militare

Proseguono i test per gli eVTOL che saranno gli aerotaxi di domani. Ma in attesa delle certificazioni dagli enti civili per avviare quindi l’operatività nei nostri cieli, diverse aziende collaborano con il settore della difesa per non andare in perdita.

Stiamo ancora aspettando che i taxi aerei, o aerotaxi, possano diventare una realtà quotidiana nei nostri cieli, e ci riferiamo in particolare alla più moderna evoluzione di questo mezzo di trasporto, come ad esempio gli eVTOL. Secondo un’analisi di Fortune siamo ormai vicini affinché questi velivoli decollino, letteralmente, nelle nostre abitudini. Dall’altro lato però i tempi per ottenere le certificazioni di volo per uso civile sono lunghi, perciò molte aziende per non perdere tempo (e profitti) si stanno orientando anzitutto sul settore della difesa.

Gli Stati Uniti stanno scommettendo su eVTOL e droni (per rispondere alla Cina)

Grazie a una combinazione di nuove tecnologie, concorrenza e sviluppi normativi, i taxi aerei sono più vicini che mai a diventare realtà”, sostiene Alexei Oreskovic nella sua analisi pubblicata nell’ultimo numero di Fortune. Nel giugno dello scorso anno l’amministrazione Trump aveva approvato un ordine esecutivo il cui titolo è tutto un programma, ovvero “Unleashing american drone dominance”, vale a dire scatenare il dominio americano nei droni. 

Droni che comprendono eVTOL anche per uso civile, come il trasporto di persone per tratte brevi e medie, ad esempio dalle città agli aeroporti vicini e viceversa. Una risposta ai progressi della Cina nel settore, con Pechino che come avviene ormai da tempo sta mettendo pressione al resto del mondo con i passi avanti nella tecnologia: un’azienda come EHang è già passata alla commercializzazione dei suoi aerotaxi dopo aver ottenuto lo scorso anno l’autorizzazione ai voli da parte delle autorità cinesi. 

Gli Stati Uniti perciò hanno risposto e già da questa estate alcune realtà del settore americane potranno iniziare a fare volare i propri eVTOL, che ricordiamo sono velivoli a decollo ed atterraggio verticale completamente elettrici, con funzioni di trasporto merci. Questo grazie al via libera a livello federale di una serie di progetti pilota. Siamo quindi in una fase di test, se vogliamo, che aprirà poi alla sperimentazione del trasporto passeggeri che, se darà risultati positivi dal punto di vista della funzionalità e della sicurezza, potrà aprire alle tratte operative vere e proprie.

I progetti di Joby, Archer e delle altre realtà del settore negli Stati Uniti

Ricordiamo che si tratta di velivoli che trasportano un numero limitato di persone, ad esempio quattro più il pilota nel caso dell’eVTOL dell’americana Joby Aviation. Secondo il presidente esecutivo dell’azienda californiana (che vale 7,6 miliardi di dollariPaul Sciarra questi mezzi possono laddove gli elicotteri non oserebbero a causa del rumore prodotto (gli eVTOL sono decisamente più silenziosi, pur dotati di rotori) e di sicurezza, ovvero trasportare le persone in luoghi dove i normali mezzi aerei non potrebbero, e con tempi ridotti: ad esempio un viaggio da Manhattan al vicino aeroporto JFK potrebbe durare una decina di minuti. Joby, dopo la fase delle operazioni con le merci, prevede la sperimentazione con persone ed equipaggio entro l’anno, o comunque entro l’inverno prossimo.

È spostato più in là invece l’obiettivo di iniziare le operazioni di voli commerciali per un’altra azienda americana, Archer Aviation. La realtà di San Jose prevede di far entrare in funzione il suo eVTOL Midnight per le Olimpiadi di Los Angeles del 2028. E come riporta Fortune, nel frattempo Archer è rientrata nel pregetto del Governo federale Electric Vertical Takeoff and Landing and Advanced Air Mobility Integration Pilot Program (EIPP), che coinvolge diverse realtà del settore e potrà così svolgere dei test in alcuni Stati come il New Jersey, la Florida e il Texas. Sempre dentro il programma EIPP, con prove effettuate lo scorso mese in Maryland e Virginia, rientra anche Beta Technologies, che può vantare il supporto di colossi come Amazon e GE Aerospace. In Texas invece ha svolto i propri test la controllata di Boeing Wisk Aero.

Gli ostacoli per gli aerotaxi: le autorizzazioni e la diffidenza

L’impegno per rendere gli eVTOL parte del nostro quotidiano quindi c’è, sia a livello privato che pubblico. Ma restano due ostacoli da rimuovere affinché gli aerotaxi diventino una realtà operativa. Da una parte le certificazione degli enti preposti, come ad esempio la Federal Aviation Administration, e che dovranno dare il via libera ad una tipologia completamente nuova di velivoli. Ma non è solo la novità tecnologica in sé, è anche quella normativa. Gli aerotaxi operano su quote più basse rispetto ai voli di linea, e se un giorno prenderanno piede le autorità dovranno gestire il traffico di questi mezzi che potrebbe in teoria essere decisamente più intenso di quello che avviene a quote maggiori di altitudine.

Poi c’è da superare la diffidenza delle persone, tipica quando si trovano davanti ad una tecnologia nuova che cambia totalmente le loro abitudini. Secondo però Andreas Sheppard, analista di Cantor Fitzgerald sentito da Fortune, gli eVTOL sono persino più sicuri di un normale elicottero. 

La presenza di più rotori, ad esempio, è una garanzia rispetto a quello singolo soggetto ad un unico, fatale guasto dei tradizionali elicotteri. E poi questi ultimi, data la loro maggiore complessità rispetto ai nuovi aeromobili elettrici, richiedono più cura e manutenzione. 

Infine il prezzo: si ha la percezione che, essendo una tipologia nuova di trasporto, possa essere più elitaria e più costosa. Secondo però Rob Wiesenthal, amministratore delegato di Blade Air Mobility, azienda di servizi di trasporto su elicottero acquisita nel 2025 da Joby, con lo sviluppo dei voli i prezzi caleranno di conseguenza, sino ad arrivare alla previsione di diversi analisti, ovvero dei costi che saranno simili a quelli dei normali servizi di trasporto condiviso.

Intanto alcune realtà collaborano con il settore militare

Nell’attesa che i nostri spostamenti possano subire questa rivoluzione, alcune aziende non stanno con le mani in mano aspettando le certificazioni e siglano accordi con il mondo della difesa, in modo da poter mantenere dei margini operativi e di ricavo. 

Ad esempio Archer, che con Anduril Industries, specializzata nel settore delle tecnologie militari, ha lanciato il Thunder, un VTOL con powertrain ibrido che non è altro che una derivazione del Midnight elettrico. E che, a differenza di quest’ultimo non è studiato per uso civile, ma come supporto alle operazioni militari, dalla logistica all’attacco in situazioni di conflitto. Archer, d’altronde, deve fare di necessità virtù considerando le perdite di 217,7 milioni di dollariregistrate nel primo trimestre del 2026: numeri che fanno capire come queste aziende non possano stare ferme in attesa dei tempi autorizzativi per i voli civili.

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