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Tre terawatt di Sole: quando il successo del fotovoltaico diventa una sfida di sistema

| 24/08/2026
Tre terawatt di Sole: quando il successo del fotovoltaico diventa una sfida di sistema

Il solare mondiale supera tre terawatt, accelerando la transizione energetica globale. Ma dietro il record emerge una sfida decisiva: integrare una produzione crescente attraverso accumuli, reti, flessibilità e sistemi elettrici capaci di governarne l’intermittenza.

Tre terawatt, e il tempo accelera

Settant’anni per conquistare il primo terawatt; appena quattro per aggiungerne altri due. Pochi numeri raccontano con altrettanta efficacia la velocità raggiunta dalla rivoluzione fotovoltaica. Dall’invenzione della cella solare al silicio nel 1954, il mondo ha dovuto attendere fino al 2022 per superare il primo TW di capacità installata; il secondo è arrivato nel 2024 e, nel marzo 2026, è caduta anche la soglia dei tre. E la corsa potrebbe essere soltanto all’inizio: secondo le proiezioni di BloombergNEF riportate da Yale Environment 360, entro il 2036 la capacità solare globale potrebbe raggiungere 9 TW. Ma qualcosa, nel frattempo, è cambiato. Il primo terawatt era stato costruito soprattutto grazie agli incentivi delle economie più ricche; oggi la produzione cinese di moduli a basso costo sta spingendo il fotovoltaico verso paesi nei quali la transizione energetica non nasce soltanto dalla politica climatica, ma da una necessità assai più immediata: avere elettricità disponibile e meno esposta agli shock dei combustibili fossili. Pakistan, Nigeria, Cuba: contesti diversi, una pressione comune. Quando l’energia convenzionale diventa costosa o incerta, un pannello sul tetto non è più soltanto una scelta ambientale; diventa una forma di protezione economica. Il solare, insomma, non cresce soltanto perché è più pulito. Cresce perché, sempre più spesso, conviene.

Produrre non basta: il paradosso dell’abbondanza

Ma che cosa accade quando produrre energia solare diventa più facile che governarla? È qui che il record mondiale assume un significato meno celebrativo e più interessante. Tre terawatt di capacità non equivalgono a tre terawatt costantemente disponibili: il Sole segue il giorno, le stagioni, la meteorologia; la domanda elettrica, invece, segue famiglie, industrie, città. I due ritmi non coincidono. Lo studio di Jain et al. (2021), dedicato alla progettazione di sistemi rinnovabili su scala terawatt in India, aveva esplorato precisamente questa frattura, simulando per trent’anni il bilanciamento orario tra domanda, produzione e accumulo. Nei loro scenari, portare eolico e fotovoltaico a 1, 2 o 3 TW aumenta enormemente il potenziale rinnovabile; senza storage, tuttavia, alle capacità più elevate aumenta anche il curtailment, cioè l’elettricità producibile ma non utilizzata. È il paradosso dell’abbondanza: più energia, più surplus; più surplus, maggiore necessità di spostare quella produzione nel tempo. Nei sistemi dominati dal fotovoltaico, spiegano Jain et al. (2021), l’accumulo deve soprattutto assorbire rapidamente l’eccesso delle ore soleggiate e restituirlo durante sera e notte. Non è un dettaglio tecnico. È il punto nel quale il successo dei pannelli comincia a dipendere da ciò che sta dietro i pannelli.

Batterie e reti, l’altra metà della rivoluzione

Ed è proprio dietro i pannelli che sta prendendo forma la seconda corsa. Batterie, inverter, linee di trasmissione, mercati elettrici più flessibili: infrastrutture meno visibili di una distesa fotovoltaica, ma non meno decisive. Yale Environment 360 segnala che nei paesi colpiti dagli shock energetici la crescita del solare sta già trascinando quella degli accumulatori; in Pakistan, in particolare, l’espansione fotovoltaica è stata accompagnata da un aumento delle vendite di batterie. Anche la Cina — protagonista dominante dell’espansione solare mondiale — ha raddoppiato nell’ultimo anno la propria capacità di accumulo. Eppure una batteria non risolve ogni squilibrio. Jain et al. (2021) mostrano una distinzione fondamentale: un sistema fortemente solare richiede soprattutto accumulo di breve durata e un’elevata potenza di carica, mentre una configurazione dominata dall’eolico può richiedere riserve energetiche stagionali, perché in India molta produzione del vento si concentra durante il monsone e deve compensare periodi successivi di minore disponibilità. Poi c’è lo spazio. Se l’elettricità viene prodotta lontano da dove viene consumata, occorre trasportarla; se territori diversi producono in momenti differenti, collegarli può attenuare la variabilità. Ma servono reti, coordinamento, mercati capaci di funzionare oltre i confini amministrativi. Lo stesso studio avverte che l’aggregazione geografica può ridurre il fabbisogno di storage, mentre una pianificazione frammentata rischia di aumentarlo. Produrre, accumulare, trasportare: la rivoluzione solare entra così nella sua fase infrastrutturale.

Dalla corsa ai pannelli alla prova del sistema

Il traguardo dei tre terawatt, dunque, non chiude una storia. Ne apre un’altra. Il confronto con lo studio indiano richiede naturalmente cautela: il dato del 2026 riguarda la capacità fotovoltaica mondiale, mentre Jain et al. modellizzano sistemi da 1–3 TW di eolico e fotovoltaico in India. Sarebbe scorretto sovrapporre direttamente le due grandezze. È invece illuminante accostarne il significato: nel 2021 la scala multi-terawatt costituiva un laboratorio scientifico nel quale osservare i problemi di un futuro sistema rinnovabile; cinque anni dopo, quella scala è diventata una dimensione concreta della transizione globale. E ciò che emerge dalle simulazioni non è poco. Nei sistemi indiani da 2–3 TW, Jain et al. (2021) individuano squilibri tra domanda e offerta che possono durare da alcune ore a mesi; soprattutto, concludono che nessuna singola risposta — storage, sovradimensionamento della capacità, curtailment o generazione di bilanciamento — può sostenere da sola un sistema fortemente dipendente da fonti variabili. È questa, forse, la domanda nascosta dietro il record: non quanti pannelli sapremo installare, ma quanto rapidamente sapremo costruire il sistema che dovrà accoglierli. Il primo terawatt è stato una conquista tecnologica; i successivi, una conquista industriale. Quelli che verranno saranno una prova di integrazione.

Riferimento bibliografico

Jain, S., Jain, N.K., Choudhary, P. and Vaughn, W. (2021) ‘Designing terawatt scale renewable electricity system: A dynamic analysis for India’, Energy Strategy Reviews, 38, 100753. doi:10.1016/j.esr.2021.100753.

(Fonte: https://e360.yale.edu/digest/three-terawatts-solar?utm_source=flipboard&utm_content=topic/climate)

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