Secondo gli ultimi dati due colossi automobilistici dell’India, Tata Motor e Mahidra, superano Tesla in una speciale classifica. Ma mentre Nuova Delhi fissa degli ambiziosi obiettivi per la transizione verso i veicoli elettrici, la sua industria deve fare ancora qualche passo in avanti per centrarli.
Ci sono altri rivali che stanno lavorando ai fianchi di Tesla per indebolire la sua storica posizione di leadership nel settore della transizione elettrica nella mobilità. Leadership che non è più tale da tempo a causa della concorrenza dei marchi della Cina, che con i suoi colossi come BYD hanno occupato il primo posto a livello globale nelle vendite di veicoli a batteria. Ma oltre a Pechino, la creatura di Elon Musk deve guardarsi anche dall’India. In questo caso però non tanto in termini di mercato delle auto elettriche in sé, ma per quanto concerne l’efficienza energetica dei modelli proposti da multinazionali indiane come Tata Motors e Mahindra.
Tata e Mahindra leader globali nell’efficienza energetica delle auto elettriche
Secondo una indagine prodotta dall’International Council on Clean Transportation, infatti, queste due realtà svettano nella classifica a livello mondiale riguardo l’efficienza delle batterie che forniscono energia alle auto elettriche.
In particolare Tata, che controlla tra gli altri marchi come Jaguar e Iveco, è al primo posto (su 22 case automobilistiche di tutto il mondo prese in esame) con consumi che in media si attestano sui 106 Wh per chilometro. A seguire Mahindra, con 113 Wh/km. Sul podio Telsa, le cui vetture vanno da una media di 132 Wh/km (per la Model 3) a 191 Wh/km (per la Model X). Quarto posto per BYD. In generale, il consumo medio dei veicoli elettrici delle maggiori marche al mondo resta stabile intorno ai 131 Wh/km del 2025.
Gli obiettivi dell’India per un mercato delle auto elettriche nazionale
Per Mahindra, in particolare, questo è un debutto nella classifica dell’ICCT, a dimostrazione di come il settore indiano si stia muovendo anch’esso per una maggiore presenza a livello globale e nel mercato delle auto elettriche. Che però al momento nel Paese resta al momento lontano dall’obiettivo del 30% di veicoli a batteria nelle vendite interne entro il 2030, giacché al momento solo il 5% delle nuove auto vendute sono elettriche. Una quota a sua volta ben diversa da quella del mercato globale, che tocca il 25%.
L’elettrificazione non è però soltanto un obiettivo per la sostenibilità ambientale. Per l’India una maggiore penetrazione delle auto a batteria rappresenterebbe anche la possibilità di emanciparsi dal petrolio diminuendone le importazioni, considerando il fatto che è il quarto consumatore al mondo dopo Cina, Stati Uniti e Russia. Rafforzando così la produzione nazionale di auto grazie ai marchi come Tata e Mahindra e anche la sicurezza energetica nazionale. Per fare ciò il Governo di Nuova Delhi sta al tempo stesso elargendo incentivi fiscali all’acquisto e inasprendo gli standard di emissione da parte dei veicoli con motore termico, con una stretta che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo anno.
Qualcosa si sta comunque muovendo in India sul fronte delle auto elettriche. Nel marzo del 2026 le vendite di questi veicoli hanno registrato un aumento dell’82% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, stando ai dati diffusi da Jato Dynamics.
I punti critici delle auto elettriche prodotte in India
Ma se le aziende indiane stanno dimostrando dei notevoli passi avanti in termini di efficienza energetica, resta ancora da fare per quanto riguarda l’autonomia dei veicoli e la velocità di ricarica. E qui sono dolori per Tata: sempre l’ICCT la pone infatti al diciassettesimo posto della classifica globale per quanto riguarda l’autonomia, e addirittura all’ultimo per la rapidità di ricarica.
Un altro freno alla crescita della mobilità elettrica in India, comunque in marcia in questo settore, riguarda la catena di approvvigionamento. Se è vero che l’industria locale sta andando incontro ad una trasformazione per quanto riguarda le auto, dall’altro lato la produzione di elementi cruciali di elettronica avanzata come i chip per i veicoli e i magneti a terre rare rimane sempre appannaggio della vicina Cina e di Taiwan.
È quanto sottolinea un’altra indagine dal titolo Beyond battery packs: Localisation in manufacturing EV components,stilata recentemente dall’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (IEEFA). Perciò, l’India per raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi nel settore automobilistico non deve solo limitarsi alla componentista tradizionale e all’assemblaggio, ma creare una catena di valore completa che garantisca la produzione di quegli elementi essenziali e avanzati per le auto elettriche. La strada è comunque tracciata, e l’efficienza energetica dei modelli proposti dai colossi indiani è già un confortante primo passo.
