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	<title>Marco Pugliese, Autore presso Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>Marco Pugliese, Autore presso Italia nel futuro</title>
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		<title>La Marina Militare italiana abborda una petroliera della shadow fleet russa: come si è svolta l&#8217;operazione</title>
		<link>https://www.italianelfuturo.com/marina-militare-abbordaggio-petroliera-shadow-fleet-russa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Pugliese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 08:04:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica e potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2026/08/pugliese-2.avif" type="image/jpeg" />L’abbordaggio di una petroliera riconducibile alla cosiddetta shadow fleet russa nelle acque a largo di Pantelleria non è un gesto improvvisato né un’azione dimostrativa. È il risultato di un processo tecnico che coinvolge intelligence, sorveglianza marittima, diritto internazionale e capacità operative sviluppate in anni di missioni nel Mediterraneo. La cosiddetta shadow fleet è composta da [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’abbordaggio di una petroliera riconducibile alla cosiddetta <strong>shadow fleet russa</strong> nelle acque a largo di Pantelleria non è un gesto improvvisato né un’azione dimostrativa. È il risultato di un processo tecnico che coinvolge intelligence, sorveglianza marittima, diritto internazionale e capacità operative sviluppate in anni di missioni nel Mediterraneo.<br><br>La cosiddetta shadow fleet è composta da centinaia di petroliere utilizzate per trasportare greggio russo aggirando il regime sanzionatorio occidentale. Molte navigano con bandiere di comodo, cambiano frequentemente proprietà, utilizzano società registrate in diversi Paesi e, in alcuni casi, manipolano o spengono il sistema <strong>AIS</strong>, il transponder che trasmette posizione, rotta e velocità della nave. Tutto ciò rende più complessa la ricostruzione della catena logistica.<br><br>Ma come si arriva materialmente all’abbordaggio?<br><br>Il primo livello è quello informativo. Satelliti, pattugliatori marittimi, radar costieri, sistemi AIS, immagini commerciali e banche dati navali vengono continuamente analizzati per individuare anomalie. Rotte incoerenti, improvvisi cambi di bandiera, trasferimenti di proprietà, soste sospette o operazioni di ship-to-ship transfer costituiscono indicatori di rischio che vengono valutati dagli analisti.<br><br>Una volta individuata un’unità d’interesse, entra in gioco la componente operativa. Una nave militare si avvicina mantenendo il controllo tattico dell’area, stabilisce il contatto radio con il comandante della petroliera e comunica l’intenzione di effettuare un’ispezione nel rispetto del mandato ricevuto e delle norme del diritto del mare.<br><br>Successivamente viene impiegato un <strong>Boarding Team</strong>, personale appositamente addestrato della <strong>Marina Militare</strong>. Gli operatori raggiungono la nave con gommoni veloci o mediante elicottero quando le condizioni lo richiedono. L’obiettivo non è sequestrare automaticamente l’imbarcazione, ma verificarne identità, documentazione, equipaggio, carico, certificazioni, registro navale e reale proprietà.<br><br>Se emergono incongruenze, le informazioni vengono trasmesse alle autorità competenti e agli organismi europei incaricati dell’applicazione delle sanzioni. Ogni dato raccolto contribuisce inoltre ad aggiornare il quadro di intelligence marittima, permettendo di individuare le reti societarie e finanziarie che sostengono la flotta ombra.<br><br>L’operazione avvenuta vicino a Pantelleria assume un valore strategico perché il Canale di Sicilia rappresenta uno dei principali snodi tra Mediterraneo orientale e occidentale. Da qui transitano rotte energetiche, traffici commerciali e asset militari della <strong>NATO</strong> e dell’Unione Europea.</p>
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		<title>Cronos, il Mediterraneo torna al centro: l’Italia ha un’opportunità che non può permettersi di sprecare</title>
		<link>https://www.italianelfuturo.com/cronos-gas-cipro-strategia-energetica-mediterraneo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Pugliese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 07:57:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia e sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2026/08/pugliese-1.avif" type="image/jpeg" />L’avvio della produzione del giacimento Cronos, previsto per il 2028 al largo di Cipro, rappresenta una delle notizie più significative degli ultimi anni per la strategia energetica del Mediterraneo. Ridurre questo progetto a un semplice investimento di Eni sarebbe un errore di prospettiva. Cronos è un’infrastruttura geopolitica prima ancora che un giacimento di gas. L’Italia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.italianelfuturo.com/cronos-gas-cipro-strategia-energetica-mediterraneo/">Cronos, il Mediterraneo torna al centro: l’Italia ha un’opportunità che non può permettersi di sprecare</a> proviene da <a href="https://www.italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2026/08/pugliese-1.avif" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">L’avvio della produzione del giacimento <strong>Cronos</strong>, previsto per il 2028 al largo di Cipro, rappresenta una delle notizie più significative degli ultimi anni per la strategia energetica del Mediterraneo. Ridurre questo progetto a un semplice investimento di <strong>Eni</strong> sarebbe un errore di prospettiva. Cronos è un’infrastruttura geopolitica prima ancora che un giacimento di gas.<br><br>L’Italia ha spesso affrontato il dibattito energetico con uno sguardo limitato al prezzo dei carburanti o alle oscillazioni delle bollette. In realtà, la competitività di un sistema industriale si costruisce molto prima: attraverso investimenti, accordi internazionali, ricerca, infrastrutture e una politica estera coerente.<br><br>Il giacimento, sviluppato da<strong> Eni </strong>insieme a <strong>TotalEnergies</strong> nel Blocco 6 della Zona Economica Esclusiva cipriota, dispone di risorse stimate in oltre 3 trilioni di piedi cubi (Tcf) di gas naturale recuperabile. Ancora più rilevante è la scelta industriale: il gas sarà convogliato verso gli impianti di liquefazione già operativi in Egitto, riducendo tempi, costi e rischi rispetto alla costruzione di nuove infrastrutture. È la dimostrazione di come oggi il vantaggio competitivo non derivi soltanto dalla disponibilità delle risorse, ma dalla capacità di integrarle in una rete logistica efficiente.<br><br>Per l’Italia questa operazione consolida una posizione costruita negli ultimi anni. Il nostro Paese è oggi collegato ai principali corridoi energetici del Mediterraneo e dell’Eurasia attraverso <strong>TransMed, GreenStream, TAP</strong> e i terminali di rigassificazione. L’arrivo del gas cipriota rafforza ulteriormente questa architettura, aumentando la resilienza del sistema energetico nazionale e contribuendo alla sicurezza degli approvvigionamenti europei.<br><br>È importante evitare facili illusioni. <strong>Cronos</strong> non farà diminuire automaticamente il prezzo del gas, che continuerà a essere influenzato dagli equilibri internazionali e dal mercato europeo. Tuttavia, una maggiore diversificazione delle fonti riduce il rischio geopolitico, migliora la capacità negoziale dell’Europa e offre maggiore stabilità ai comparti industriali energivori, dalla siderurgia alla chimica, dalla ceramica alla meccanica.<br><br>Per <strong>OpenIndustria</strong> questa vicenda conferma una convinzione che sosteniamo da tempo: non esiste politica industriale senza politica energetica. Pensare di mantenere una grande manifattura competitiva senza garantire energia sicura, abbondante e a costi sostenibili significa ignorare le fondamenta dell’economia reale.<br><br>È questa la cultura strategica di cui il Paese ha bisogno.</p>
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