Il Movimento Italiano Genitori esprime forte disagio per la decisione della Commissione europea di rinviare di 12 mesi i progetti di legge nazionali che si sovrappongano alle future norme armonizzate. La decisione riguarda anche la legge austriaca sul divieto dei social agli under 14.
La tutela della salute, fisica e psicologica, dei minori è prima di tutto una responsabilità degli Stati. I Trattati assegnano all’Unione un ruolo di sostegno e coordinamento (art. 168 TFUE), non di sostituzione delle scelte nazionali. Subordinare la protezione della salute dei bambini a un’esigenza di mercato interno ribalta questo equilibrio.
L’EU Kids Act, presentato il 17 settembre, non è ancora approvato da Parlamento e Consiglio. Non ci sono tempi certi, e per tutto il negoziato le famiglie resterebbero senza tutele più incisive. Dodici mesi, nella vita di un dodicenne, sono un’eternità.
Chiediamo alla Commissione di:
- riconoscere che gli Stati possono adottare tutele più avanzate, con l’EU Kids Act come soglia minima comune;
- fissare una tabella di marcia vincolante, con verifica dell’età efficace e rispettosa della privacy;
- applicare subito e con rigore il Digital Services Act; coinvolgere le associazioni dei genitori nel confronto.
“Il mercato unico è un valore, ma la salute dei nostri figli non è negoziabile e non può essere materia di coordinamento“, dichiara Antonio Affinita direttore generale di MOIGE.
