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	<title>Yuan Archivi - Italia nel futuro</title>
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		<title>Stablecoin in yuan offshore: JD.com e Ant Group spingono per una svolta strategica nella politica monetaria digitale cinese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 11:27:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banking e Fintech]]></category>
		<category><![CDATA[Stablecoin]]></category>
		<category><![CDATA[Yuan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/07/Yuan.jpeg" type="image/jpeg" />La proposta di lanciare stablecoin ancorate allo yuan a Hong Kong potrebbe ridefinire l’internazionalizzazione del renminbi e sfidare il predominio globale del dollaro digitale. Le big tech cinesi JD.com e Ant Group stanno facendo pressione sulla People’s Bank of China (PBOC) per ottenere l’autorizzazione a emettere stablecoin ancorate allo yuan offshore a Hong Kong. L’obiettivo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.italianelfuturo.com/stablecoin-in-yuan-offshore-jd-com-e-ant-group-spingono-per-una-svolta-strategica-nella-politica-monetaria-digitale-cinese/">Stablecoin in yuan offshore: JD.com e Ant Group spingono per una svolta strategica nella politica monetaria digitale cinese</a> proviene da <a href="https://www.italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/07/Yuan.jpeg" type="image/jpeg" />
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<p class="wp-block-paragraph">La proposta di lanciare stablecoin ancorate allo yuan a Hong Kong potrebbe ridefinire l’internazionalizzazione del renminbi e sfidare il predominio globale del dollaro digitale.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Le big tech cinesi <strong>JD.com</strong> e <strong>Ant Group</strong> stanno facendo pressione sulla <strong>People’s Bank of China (PBOC)</strong> per ottenere l’autorizzazione a emettere <strong>stablecoin ancorate allo yuan offshore</strong> a Hong Kong. L’obiettivo è strategico: contrastare l’espansione globale delle stablecoin denominate in dollari USA e promuovere un uso più ampio del <strong>renminbi (RMB)</strong> nelle transazioni internazionali, in un momento in cui il dollaro domina oltre il 99% del mercato delle criptovalute stabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo fronte nella competizione valutaria globale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le stablecoin sono <strong>token digitali ancorati ad asset liquidi</strong> – prevalentemente il dollaro, ma anche oro o altre valute – e sfruttano la blockchain per facilitare trasferimenti transfrontalieri istantanei, a basso costo e disponibili 24/7. La loro adozione crescente sta generando una nuova geografia finanziaria, in cui la concorrenza tra divise si sposta dal piano macroeconomico a quello <strong>tecnologico e decentralizzato</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo <strong>CoinGecko</strong>, il mercato attuale delle stablecoin vale circa <strong>247 miliardi di dollari</strong>, ma <strong>Standard Chartered</strong> stima che potrebbe raggiungere i <strong>2 trilioni entro il 2028</strong>. In tale contesto, l’iniziativa di JD.com e Ant Group rappresenta una <strong>svolta potenzialmente sistemica</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Hong Kong come hub regolatorio e laboratorio finanziario</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La proposta prevede l’emissione iniziale di stablecoin in yuan offshore <strong>nella giurisdizione di Hong Kong</strong>, dove entrerà in vigore una nuova legge sui crypto-asset il <strong>1° agosto 2025</strong>. Le due aziende hanno già in programma il lancio di stablecoin ancorate al dollaro di Hong Kong, ma puntano ora a un asset digitale direttamente legato allo <strong>yuan offshore (CNH)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa mossa segnerebbe un <strong>cambio di rotta per Pechino</strong>, che nel 2021 aveva vietato le criptovalute e mantenuto una politica monetaria rigidamente centralizzata. Secondo fonti interne citate da <em>Reuters</em>, le discussioni con la PBOC sono ancora in corso ma <strong>ben accolte a livello tecnico</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sovranità finanziaria, geopolitica digitale e capital controls</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La dimensione economico-finanziaria è indissolubilmente legata a quella <strong>geopolitica</strong>. Lo yuan, nonostante l’elevato peso economico della Cina, detiene solo il <strong>2,89% delle transazioni globali</strong> (fonte: SWIFT, maggio 2025), contro il <strong>48,46% del dollaro</strong>. Una delle principali barriere all’internazionalizzazione del RMB restano i <strong>controlli sui capitali</strong> imposti dal governo cinese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo <strong>JD.com</strong>, l’introduzione di una stablecoin offshore potrebbe offrire <strong>uno strumento di compensazione flessibile e digitale</strong>, in grado di facilitare i pagamenti cross-border mantenendo sotto controllo la circolazione del capitale. Il presidente di HashKey, <strong>Xiao Feng</strong>, ha affermato che &#8220;la Cina non può più permettersi l&#8217;inazione&#8221;, evidenziando la crescente adozione di USDT da parte degli esportatori cinesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’occasione anche per le politiche industriali e l’innovazione finanziaria</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il lancio di una stablecoin in yuan a Hong Kong si configurerebbe anche come una <strong>mossa strategica di politica industriale digitale</strong>, posizionando le aziende tecnologiche cinesi come leader nell’<strong>infrastruttura finanziaria decentralizzata</strong>. Questo rafforzerebbe la posizione di Ant Group e JD.com nel settore emergente dei <strong>digital asset payment networks</strong>, in concorrenza con player come Circle, Tether, PayPal e, ora, anche le banche centrali occidentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ant Group, inoltre, si sta preparando a richiedere licenze per stablecoin anche a <strong>Singapore e in altri mercati valutari strategici</strong>, mentre JD.com prevede un&#8217;espansione del progetto in <strong>zone di libero scambio</strong> cinesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni normative e sistema multilaterale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano giuridico e regolatorio, l’iniziativa si scontra con una <strong>doppia sfida normativa</strong>: da un lato l’evoluzione della <strong>regolamentazione crypto cinese</strong>, ancora restrittiva; dall’altro l’interazione con i framework emergenti in Asia, Europa e Stati Uniti. La Cina potrebbe usare Hong Kong come <strong>sandbox giuridico e monetario</strong>, testando strumenti digitali in un ambiente semi-aperto, ma sotto supervisione strategica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo <strong>Pan Gongsheng</strong>, governatore della PBOC, la rapida crescita delle stablecoin solleva &#8220;sfide enormi per la regolazione finanziaria&#8221;. Il consigliere PBOC <strong>Huang Yiping</strong> ha recentemente dichiarato che una stablecoin offshore in RMB &#8220;è una possibilità concreta&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo asse per il futuro delle valute digitali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se la proposta dovesse ottenere l’approvazione delle autorità monetarie, la Cina potrebbe affiancare al suo e-CNY (yuan digitale centralizzato) una <strong>componente decentrata per uso estero</strong>, bilanciando controllo interno e flessibilità globale. In una fase in cui anche gli Stati Uniti, sotto l&#8217;amministrazione Trump, stanno <strong>spingendo per la legittimazione delle stablecoin in dollari</strong>, la risposta cinese potrebbe inaugurare un <strong>nuovo capitolo nella competizione valutaria globale</strong>, sempre più giocata sul terreno dell’innovazione digitale.</p>
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