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	<title>Stanford Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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		<title>Gli USA rompono con il futuro. Spesi 285 miliardi di dollari per “perdere” la guerra dell&#8217;IA.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 14:24:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Stanford]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2026/04/usa-vs-china-ai-2026-talenti.webp" type="image/jpeg" />Appena pubblicato il Report “Artificial Intelligence Index 2026” della Stanford University, che traccia un quadro più che allarmante su una strada che sembra aver abbondantemente superato il punto di non ritorno. La Stanford University ha pubblicato ieri l’ “Artificial Intelligence Index Report-2026” di 423 pagine che hanno rivelato numeri e trend devastanti. Il numero di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.italianelfuturo.com/gli-usa-rompono-con-il-futuro-spesi-285-miliardi-di-dollari-per-perdere-la-guerra-dellia/">Gli USA rompono con il futuro. Spesi 285 miliardi di dollari per “perdere” la guerra dell&#8217;IA.</a> proviene da <a href="https://www.italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2026/04/usa-vs-china-ai-2026-talenti.webp" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph"><em>Appena pubblicato il Report “Artificial Intelligence Index 2026” della Stanford University, che traccia un quadro più che allarmante su una strada che sembra aver abbondantemente superato il punto di non ritorno.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La <a href="https://italianelfuturo.com/reports/artificial-intelligence-index-report-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stanford University </a>ha pubblicato ieri l’ “<strong><em>Artificial Intelligence Index Report-2026</em></strong>” di 423 pagine che hanno rivelato numeri e trend devastanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il numero di ricercatori in IA che si trasferiscono negli Stati Uniti è crollato dell&#8217;<strong>89% </strong>dal 2017. L&#8217;<strong>80% </strong>di quel crollo è avvenuto negli ultimi 12 mesi (il che vuol dire con l’arrivo di <strong>Trump</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Paese che ha inventato molta della tecnologia che usiamo ogni giorno. Il Paese che ha creato <strong>OpenAI</strong>, <strong>Anthropic</strong>, <strong>Google DeepMind</strong> e <strong>xAI</strong>. Il Paese che sta riversando <strong>285,9 miliardi di dollari</strong> di capitale privato nell&#8217;IA in un solo anno (<strong>23 volte</strong> più della Cina). Ebbene, quel Paese, gli Stati Uniti, non riesce più ad attrarre le persone che pensano il futuro, che guardano alle tecnologie e le realizzano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><em>La mancanza di idea di futuro</em></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ed ecco la parte che dovrebbe preoccupare qualsiasi politico, manager, operatore o investitore che guarda a questo mondo. Si tratta di una misura che l’amministrazione <strong>Trump</strong> ha appena resa ufficiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il visto <strong>H-1B</strong> ora costa ai datori di lavoro <strong>100.000 dollari</strong> se richiesto ai fini di assunzione. Quindi se <strong>OpenAI</strong> vuole assumere un ricercatore cinese deve pagare <strong>100.000 dollari</strong>, prima ancora che questi scriva una sola riga di codice. Se <strong>Anthropic</strong> vuole un ingegnere in ML francese, deve sborsare immediatamente <strong>100.000 dollari</strong>. Se <strong>Google</strong> vuole un PhD indiano che ha letteralmente co-autorato il codice su cui si basa l&#8217;intero loro modello, deve pagare immediatamente <strong>100.000 dollari</strong>. E questi sono i fortunati che ottengono anche solo un visto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato di questa politica insulsa è stato immediato. Crollo dell&#8217;<strong>89% </strong>in 8 anni, di cui l&#8217;<strong>80% </strong>solo nell&#8217;ultimo anno. La <em>pipeline</em> che riforniva di talenti gli USA è stata or mai distrutta. I riflessi sulle dinamiche competitive sono ovviamente conseguenti. Il modello di punta della Cina in IA è ora solo <strong>2,7</strong> punti percentuali dietro al migliore di <strong>Anthropic</strong>, da un divario di oltre <strong>20</strong> punti appena due anni fa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c’è di più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi la Cina guida il mondo nelle pubblicazioni sull&#8217;IA. La Cina guida anche nei brevetti sull&#8217;IA. La Cina guida infine nelle installazioni di robot industriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I modelli USA e cinesi si sono alternati al <strong>#1</strong> posto più volte dall&#8217;inizio del 2025. Svizzera e Singapore ora hanno più ricercatori in IA pro-capite degli USA, che sono al <strong>24° posto</strong> globale nell&#8217;adozione reale dell&#8217;IA. Dietro agli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>. Dietro a <strong>Singapore</strong>. Dietro a Paesi che la maggior parte degli americani non saprebbe trovare su una mappa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><em>Ed ecco la parte davvero folle.</em></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>50%</strong> dei migliori ricercatori in IA del mondo sono cinesi. <strong>Jensen Huang</strong>, Ceo di Nvidia, l&#8217;ha detto tre settimane fa in uno dei suoi podcast.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per 20 anni, la strategia USA era semplice: lasciateli studiare a <strong>Stanford</strong> e al <strong>MIT</strong>, poi teneteli. Pagateli <strong>800.000 dollari</strong> all’anno e dategli subito la Green Card. La parola d’ordine era: costruite il futuro su cervelli produttivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella strategia ora è morta. Gli USA stanno dicendo da mesi alle persone più intelligenti del mondo: &#8220;<em>Pagate 100.000 dollari per il privilegio di lavorare qui o tornate a casa</em>&#8220;. E queste persone cosa fanno? Stanno andando a Zurigo, dove <strong>Anthropic </strong>e <strong>OpenAI </strong>stanno aprendo uffici in sordina, perché non riescono più a portare i talenti a <strong>San Francisco</strong>. È come se si volesse costruire una fabbrica di <strong>Ferrari</strong>, vietando poi ai meccanici di entrare nell&#8217;edificio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><em>La falsa corsa USA verso il futuro</em></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">All’amministrazione USA occorrerebbe far presenti poche cose. Potete riversare centinaia di miliardi nei data center. Potete comprare 4 milioni di chip <strong>Nvidia</strong>. Potete firmare contratti cloud da 300 miliardi con <strong>Oracle</strong>. Potete costruire reattori nucleari per alimentare le vostre <strong>GPU</strong>. Niente di tutto questo conta se le persone che scrivono gli algoritmi non sono ammesse nel paese. <strong>Wall Street</strong> pensa che l&#8217;IA sia una gara di <strong>capex</strong>. Ma in realtà, è una corsa all’accaparramento dei talenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni dollaro che <strong>Microsoft</strong>, <strong>Meta</strong> e <strong>Google</strong> stanno spendendo, presume che lo stesso esercito di ricercatori continuerà ad arrivare per usarlo. Quella presunzione è ora definitivamente crollata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E i “soldi intelligenti&#8221; lo sanno già. Basta chiedersi perché <strong>Anthropic</strong> sta aprendo un ufficio a Zurigo o perché <strong>DeepMind</strong> si sta espandendo a Londra invece che a <strong>Mountain View</strong> o perché <strong>OpenAI</strong> sta assumendo a Dublino e Singapore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>E ora i conti non tornano più in America.</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il governo USA ha trasformato la più grande calamita di cervelli del mondo nel muro di confine più costoso del mondo. Tra 3 anni, quando la Cina lancerà un modello di frontiera che supera tutto ciò che c’è oggi negli USA, i giornali e le TV si chiederanno: <em>&#8220;Come abbiamo perso il primato?&#8221;</em>. Allora bisognerà ricordargli le cause che hanno generato questa debacle tutta americana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primato non è stato perso a causa di risultati disastrosi di un laboratorio. Non è stato perso per le indicazioni poco incoraggianti di un benchmark. Non è stato perso per un algoritmo più intelligente scatenato dai competitor.  E’ stato perso per l’idea malsana che la corsa verso il futuro, che si gioca tutta sull’attrazione dei talenti, potesse essere giocata usando le regole tipiche del mercato immobiliare.</p>
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