<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mercosur Archivi - Italia nel futuro</title>
	<atom:link href="https://www.italianelfuturo.com/tag/mercosur/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.italianelfuturo.com/tag/mercosur/</link>
	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
	<lastBuildDate>Tue, 17 Mar 2026 12:52:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.2</generator>

<image>
	<url>https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/12/cropped-favicon-32x32.jpg</url>
	<title>Mercosur Archivi - Italia nel futuro</title>
	<link>https://www.italianelfuturo.com/tag/mercosur/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>L’accordo UE–Mercosur appartiene al passato, non al futuro</title>
		<link>https://www.italianelfuturo.com/laccordo-ue-mercosur-appartiene-al-passato-non-al-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Gambardella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jan 2026 16:40:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercosur]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://italianelfuturo.com/?post_type=editoriale&#038;p=55410</guid>

					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2026/01/ChatGPT-Image-11-gen-2026-17_37_30.jpg" type="image/jpeg" />L’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur viene presentato come un successo geopolitico: la dimostrazione che l’Europa è ancora in grado di plasmare la globalizzazione, anziché subirla. Uno sguardo più attento suggerisce l’esatto contrario. Questo non è un accordo pensato per il mondo che sta emergendo, ma per uno che non esiste più. L’accordo si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.italianelfuturo.com/laccordo-ue-mercosur-appartiene-al-passato-non-al-futuro/">L’accordo UE–Mercosur appartiene al passato, non al futuro</a> proviene da <a href="https://www.italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2026/01/ChatGPT-Image-11-gen-2026-17_37_30.jpg" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">L’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur viene presentato come un successo geopolitico: la dimostrazione che l’Europa è ancora in grado di plasmare la globalizzazione, anziché subirla. Uno sguardo più attento suggerisce l’esatto contrario. Questo non è un accordo pensato per il mondo che sta emergendo, ma per uno che non esiste più.<br><br>L’accordo si fonda su un presupposto che per decenni ha guidato la politica commerciale europea: l’idea che la riduzione dei dazi e l’ampliamento dell’accesso ai mercati si traducano automaticamente in influenza, convergenza e prosperità. Oggi questo presupposto non è più valido. Nell’economia globale contemporanea, il potere è determinato molto meno dai dazi e sempre più dalle barriere non tariffarie, dai regimi regolatori, dal controllo delle infrastrutture digitali, dagli standard tecnologici, dai flussi di dati e dagli ecosistemi industriali. Su questi aspetti, l’accordo UE–Mercosur dice ben poco.<br><br>La sua architettura resta ancorata a una logica di fine Novecento: accesso ai mercati in cambio di accesso ai mercati, soprattutto per le merci. Ma il vero terreno di competizione del commercio moderno è altrove — negli standard per i servizi digitali, nelle regole sui dati, nelle certificazioni tecnologiche, nella sicurezza delle catene del valore, nei sistemi energetici e nella manifattura avanzata. È qui che oggi si esercita il potere economico, ed è qui che l’accordo risulta carente.<br>In un mondo in cui l’accesso ai dati, alle piattaforme digitali e ai regimi di certificazione determina sempre più spesso chi può commerciare e chi no, gli accordi concentrati principalmente sui dazi rischiano semplicemente di mancare il punto.<br><br>Il risultato è maggiore apertura, ma senza rilevanza strategica.<br><br>Questa asimmetria emerge chiaramente nelle contraddizioni interne dell’Europa. L’UE chiede ai propri produttori di sostenere i costi delle transizioni verde e digitale attraverso regolazione, prezzi del carbonio, requisiti di conformità e investimenti tecnologici. Allo stesso tempo, apre il proprio mercato a importazioni prodotte in contesti regolatori, tecnologici e ambientali non pienamente equivalenti. Le disposizioni su sostenibilità e cooperazione regolatoria incluse nell’accordo sono politicamente rassicuranti, ma economicamente deboli, basate più sul dialogo che su un reale allineamento vincolante.<br><br>Non si tratta di un dettaglio tecnico. Le barriere non tariffarie e gli standard tecnologici sono oggi gli strumenti centrali del potere commerciale. Un accordo che non li affronta in modo sostanziale è, per definizione, un accordo del passato.<br>I sostenitori dell’accordo lo giustificano spesso con argomentazioni geopolitiche. L’America Latina, sostengono, è troppo importante per essere lasciata all’influenza strategica di Cina e Stati Uniti. La diagnosi è corretta. La conclusione no. L’accesso ai mercati, da solo, non crea allineamento strategico. Non struttura gli ecosistemi digitali, non ancora le catene tecnologiche, non costruisce dipendenze industriali di lungo periodo.<br><br>Nell’economia contemporanea, l’influenza si costruisce attraverso investimenti duraturi, integrazione tecnologica e capacità di modellare l’architettura regolatoria e digitale entro cui avverrà la crescita. Su tutti questi fronti, l’accordo UE–Mercosur è sorprendentemente debole. Non incorpora gli standard digitali e tecnologici europei né colloca le imprese europee al centro della futura trasformazione industriale della regione.<br><br>Il confronto con le altre grandi potenze è istruttivo. La Cina abbina commercio, infrastrutture, piattaforme tecnologiche, finanziamenti e standard. Gli Stati Uniti integrano sempre più commercio, sicurezza, sussidi e controllo delle tecnologie critiche. L’Europa, invece, continua a negoziare come se la liberalizzazione tariffaria fosse ancora la leva decisiva.<br>Non lo è.<br>Il problema più profondo che l’accordo UE–Mercosur mette in luce è concettuale. L’Unione europea non dispone di una strategia economica esterna coerente che integri commercio, tecnologia, politica industriale e geopolitica in un unico quadro. In assenza di tale strategia, gli accordi commerciali rischiano di diventare esercizi di competenza procedurale più che strumenti di potere.<br>Questo accordo va quindi letto per ciò che è: un compromesso tecnicamente solido e politicamente conveniente, che gestisce l’eredità di un vecchio modello di globalizzazione, ma ignora in larga misura le forze che definiranno il prossimo.<br><br>All’Europa non servono meno accordi commerciali. Le servono accordi che riconoscano che barriere non tariffarie, regole digitali e standard tecnologici determinano oggi chi vince e chi perde nel commercio globale. Fino a quando questo cambio di paradigma non avverrà, l’Europa rischia di liberalizzare i mercati mentre perde terreno sul piano strategico.<br><br>Il rischio non è che l’Europa sia troppo aperta. È che stia affrontando il futuro con gli strumenti del passato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.italianelfuturo.com/laccordo-ue-mercosur-appartiene-al-passato-non-al-futuro/">L’accordo UE–Mercosur appartiene al passato, non al futuro</a> proviene da <a href="https://www.italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
