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	<title>Lobby Editoriale Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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		<title>L&#8217;AI che demolisce le rendite di posizione. Dalla fuffa SEO alle lobby editoriali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Boaron]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 07:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[Lobby Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2026/01/ChatGPT-Image-3-gen-2026-19_30_30.jpg" type="image/jpeg" />Per decenni, il web e l&#8217;editoria sono stati dominati da chi sapeva manipolare i sistemi a proprio vantaggio, a scapito del pubblico. Ora l&#8217;intelligenza artificiale sta smantellando queste rendite di posizione, e chi ne beneficiava grida al furto. Ma è davvero così, o stiamo assistendo alla democratizzazione dell&#8217;informazione? In effetti l&#8217;AI sta compiendo una rivoluzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.italianelfuturo.com/lai-che-demolisce-le-rendite-di-posizione-dalla-fuffa-seo-alle-lobby-editoriali/">L&#8217;AI che demolisce le rendite di posizione. Dalla fuffa SEO alle lobby editoriali</a> proviene da <a href="https://www.italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2026/01/ChatGPT-Image-3-gen-2026-19_30_30.jpg" type="image/jpeg" />
<p class="wp-block-paragraph">Per decenni, il web e l&#8217;editoria sono stati dominati da chi sapeva manipolare i sistemi a proprio vantaggio, a scapito del pubblico. Ora l&#8217;intelligenza artificiale sta smantellando queste rendite di posizione, e chi ne beneficiava grida al furto. Ma è davvero così, o stiamo assistendo alla democratizzazione dell&#8217;informazione?</p>



<p class="wp-block-paragraph">In effetti l&#8217;AI sta compiendo una rivoluzione democratica: sottrae il controllo dell&#8217;informazione a chi l&#8217;aveva monopolizzata attraverso sotterfugi e rendite di posizione, restituendola al grande pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo terrorizza chi aveva costruito imperi sulla manipolazione dei sistemi. Le lobby del web e dell&#8217;editoria sono arroccate per difendere i loro regni, presentando uno stato di fatto iniquo come un diritto, come un&#8217;arma per proteggere privilegi ottenuti in modo molto discutibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il web della fuffa: come il SEO ha tradito i lettori</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per anni il web è stato ostaggio di una logica perversa: migliaia di siti hanno prodotto contenuti progettati per ottimizzare gli algoritmi SEO e per allungare i tempi di lettura, non per dare informazioni veramente chiare utili ai lettori. Articoli interminabili, pieni di ripetizioni e premesse inutili, dove l&#8217;informazione utile era sepolta sotto montagne di parole vuote e banner pubblicitari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo? Posizionarsi primi su Google e massimizzare i ricavi pubblicitari. Non importava servire il lettore: importava manipolare l&#8217;algoritmo e sfruttare l&#8217;utente, costretto a scrollare all&#8217;infinito prima di trovare &#8211; forse &#8211; la risposta cercata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così sia Google sia i lettori avevano perso la guerra contro il SEO. I primi risultati non erano i migliori, ma i più ottimizzati. Il motore di ricerca era diventato uno strumento al servizio dei manipolatori, non degli utenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adesso con l&#8217;<strong>AI Overview</strong>, tutto questo crolla. Google estrae l&#8217;informazione utile e la presenta direttamente. Finalmente l&#8217;utente ottiene la risposta in tre righe invece di navigare attraverso deserti di fuffa. E chi si lamenta? Proprio chi ha costruito fortune su quella fuffa, chi ha tradito il lettore per compiacere l&#8217;algoritmo e guadagnare in modo evidentemente scorretto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le lobby editoriali: un altro castello di carte</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il fenomeno non si limita al web. L&#8217;intera industria editoriale è in subbuglio, con lobby di editori, scrittori e traduttori che gridano al furto quando l&#8217;AI viene addestrata sui libri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al recente Salone del libro di Francoforte, qualcuno ha persino paragonato l&#8217;uso dei libri per addestrare l&#8217;AI alla ricettazione. Ma se i libri sono stati comprati legalmente o l&#8217;informazione presa dal web pubblico, dov&#8217;è il problema? Se compri un libro e lo dai da leggere a tua nonna, è ricettazione?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La verità è un&#8217;altra: per decenni queste lobby hanno prosperato grazie a una spudorata connivenza con politici compiacenti, accumulando diritti su diritti. Gli editori hanno sfruttato gli scrittori pagandoli una miseria. I traduttori hanno svolto un lavoro noioso che oggi non serve più. E tutti, invece di adattarsi a un nuovo modello di lavoro, come è normale quando il mondo cambia, vorrebbero fermare il progresso per proteggere le loro poltrone ormai inutili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per secoli gli scrittori si sono ispirati agli scritti di altri senza pagare nulla. La cultura si è sempre costruita sull&#8217;accumulo e la rielaborazione di conoscenza preesistente. Ma ora che l&#8217;AI fa lo stesso &#8211; in modo più efficiente &#8211; improvvisamente è un furto!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa dovremmo dire allora di una SIAE a cui un certo governo ha regalato una percentuale sul costo dei supporti digitali che utilizziamo per memorizzare software e dati? O di una Disney che ha ottenuto da Congresso americano ben due estensioni dei diritti, passando da 56 anni a 75 e poi a 95?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il luddismo dell’Era digitale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come hanno dovuto cambiare lavoro gli scrivani dopo Gutenberg o i maniscalchi con l&#8217;avvento dell&#8217;automobile, così oggi chi svolge attività diventate inutili dovrebbe cambiare mestiere, non continuare a svolgere attività inutili, pesando su chi svolge attività più utili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invece siamo di fronte a un nuovo luddismo. Come gli operai che distruggevano i telai meccanici nell&#8217;Ottocento, scrittori, editori, traduttori e blogger vogliono bloccare l’AI e fermare il progresso per salvare i loro privilegi, ovviamente sensibilizzando i politici in caccia di voti. E qualcuno parla persino di imporre gabelle all’AI a favore di chi è diventato inutile: guadagnare senza fare nulla, il massimo del parassitismo!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il mondo non si ferma. Chi ha intelligenza e voglia di adattarsi cambia attività: controllo di processo, reti di messaggistica, sviluppo software, telefonia, internet, AI. Il mondo evolve e bisogna seguirlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi invece preferisce uscire con gli amici la sera e guardare la partita la domenica è libero di scegliere. Ma sarebbe una grande ingiustizia dargli anche una rendita di posizione, mentre gli altri devono studiare, lavorare e adattarsi per portare a casa uno stipendio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La democratizzazione dell&#8217;informazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà l’AI non sta rubando nulla: sta restituendo l&#8217;informazione alla collettività, demolendo i parassiti che si erano interposti tra le persone e la conoscenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Finalmente conta l&#8217;informazione</strong>, non:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Quanto sei bravo a manipolare gli algoritmi</li>



<li>Quanti paragrafi di fuffa riesci a infilare tra l&#8217;utente e la risposta</li>



<li>Quanti intermediari inutili riesci a mantenere nella catena del valore</li>



<li>Quante lobby politiche riesci a condizionare per proteggere i tuoi privilegi</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Conta la sostanza. La chiarezza. L&#8217;utilità reale. L&#8217;accessibilità per tutti, non per pochi privilegiati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi costruisce il proprio successo sulla manipolazione degli strumenti, sul monopolio dell&#8217;informazione, sulle rendite di posizione ottenute con sotterfugi, non può lamentarsi quando gli strumenti evolvono e le rendite crollano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;AI sta minando il potere delle lobby a favore del grande pubblico. Sta democratizzando l&#8217;accesso alla conoscenza. Sta eliminando intermediari parassitari che per troppo tempo hanno prosperato a danno dei molti e a vantaggio dei pochi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un furto. È giustizia. È progresso. È la fine di un&#8217;era di manipolazione e l&#8217;inizio di una informazione finalmente al servizio di chi lo usa, non di chi lo sfrutta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se questo terrorizza chi viveva di rendita, beh&#8230; benvenuti nel mondo reale, dove tutti hanno sempre dovuto adattarsi o perire.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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