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	<title>Hyundai Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
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	<title>Hyundai Archivi - Italia nel futuro</title>
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	<item>
		<title>L’Arabia Saudita investe ancora nel settore auto: accordo con Hyundai per la produzione di veicoli termici ed elettrici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 16:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Hyundai]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/05/Santoro-Hyundai.png" type="image/jpeg" />Una nuova partnership per realizzare gli ambiziosi obiettivi legati all’automotive: l’Arabia Saudita stringe un accordo con Hyundai e crea una società che produrrà sino a 50.000 vetture nel nuovo polo industriale del regno. L’Arabia Saudita continua a ritagliarsi un ruolo di primo piano nell’economia mondiale, stringendo accordi strategici con realtà estere. È il caso della [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una nuova partnership per realizzare gli ambiziosi obiettivi legati all’automotive: l’Arabia Saudita stringe un accordo con Hyundai e crea una società che produrrà sino a 50.000 vetture nel nuovo polo industriale del regno.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">L’Arabia Saudita continua a ritagliarsi un ruolo di primo piano nell’economia mondiale, stringendo accordi strategici con realtà estere. È il caso della collaborazione tra il Fondo sovrano <strong>PIF</strong> e <a href="https://www.hyundai.com/it/it.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Hyundai Motor Company</strong></a>. Il primo detiene il <strong>70%</strong> dello <strong>Hyundai Motor Manufascturing Middle East</strong>, mentre il marchio coreano possiede il restante <strong>30%</strong>: una partnership che porterà alla luce un impianto di produzione automobilistico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ambizioni automobilistiche dell’Arabia Saudita</h2>



<p class="wp-block-paragraph">All’interno del <strong>King Salman Automotive Cluster</strong>, l’HMMME sarà destinato alla creazione prevista di <strong>50.000</strong> vetture per il mercato saudita. Le auto prodotte saranno sia modelli con motori tradizionali che elettrici. L’impianto dovrebbe entrare a regime entro l’ultimo trimestre del 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto ciò rientra nei piani dell’Arabia Saudita che, nell’ambizioso piano Vision 2030 che punta rinnovare il regno, vuole diventare un attore di primo piano anche in un settore, <a href="https://www.mobilitafutura.eu/policy/mondo/arabia-saudita-auto-elettriche/35462/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>quello automobilistico</strong></a>, alle prese con stravolgimenti di fronte storici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, i sauditi nel 2022 hanno inaugurato la <em>National Industrial Strategy</em>, un programma che mira ad attrarre gli investimenti dei costruttori dell’automotive in modo che sino a quattro di essi possano produrre più di <strong>300.000</strong> veicoli ogni anno presso il King Salman Automotive Cluster. Una struttura, all’interno del <strong>King Abdullah Economic City</strong>, che entro il 2045 potrebbe dare un contributo di circa <strong>5 miliardi di dollari </strong>al PIL saudita, secondo le stime. Tra l’altro, già ora la <strong>Lucid Air</strong> (marchio su cui ha investito PIF) viene assemblata nel polo automobilistico del regno, partendo dalle componenti che arrivano dall’impianto in Arizona.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E la saudita CEER sigla un accordo con Sabelt</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre nel 2022 è stato lanciato il primo marchio automobilistico (elettrico) saudita, <a href="https://www.mobilitafutura.eu/mercato/larabia-saudita-lancia-ceer-il-proprio-marchio-di-vetture-elettriche/25476/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>CEER</strong></a>. Realtà che di recente ha a sua volta stretto accordi con aziende italiane, come la piemontese <a href="https://www.sabelt.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Sabelt</strong></a>, che produrrà sedili sportivi per le auto Suv e berlina del marchio. Una partnership da <strong>145 milioni di dollari,</strong> e la cui produzione avverrà nello stabilimento di Moncalieri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E Hyundai promuove la mobilità ad idrogeno in Arabia Saudita</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tornando all’accordo con Hyundai, non si conoscono i dettagli sul processo produttivo del nuovo stabilimento nel polo del King Abdullah, se partirà da parti prodotte altrove o se saranno costruite in loco. Ma intanto il marchio coreano si è già mosso da tempo per la mobilità alternativa in Arabia Saudita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scorso anno è stata siglata una intesa per lo sviluppo di un ecosistema per la mobilità ad idrogeno nel Paese, oltre a fornire supporto e risorse umane. La casa coreana, all’interno del memorandum, si è impegnata anche a fornire dei veicoli commerciali che utilizzano le celle a combustibile a idrogeno alla società di trasporto pubblico saudita (SAPTCO).</p>
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		<title>Hyundai introduce i robot umanoidi Atlas nello stabilimento USA: strategia di automazione, impatti industriali e sfide normative</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2025 14:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Atlas]]></category>
		<category><![CDATA[Hyundai]]></category>
		<category><![CDATA[Robot umanoidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/05/Atlas.png" type="image/jpeg" />Il gruppo sudcoreano accelera la trasformazione tecnologica della manifattura automotive negli Stati Uniti con l’integrazione di Atlas, robot umanoidi di Boston Dynamics. Un’analisi trasversale su automazione, competitività, diritto dell’innovazione e politica industriale. Hyundai Motor Group ha annunciato l’implementazione dei robot umanoidi Atlas, sviluppati da Boston Dynamics, presso il suo nuovo stabilimento produttivo in Georgia, negli [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il gruppo sudcoreano accelera la trasformazione tecnologica della manifattura automotive negli Stati Uniti con l’integrazione di <strong>Atlas</strong>, robot umanoidi di <strong>Boston Dynamics</strong>. Un’analisi trasversale su automazione, competitività, diritto dell’innovazione e politica industriale.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hyundai Motor Group</strong> ha annunciato l’implementazione dei robot umanoidi <strong>Atlas</strong>, sviluppati da <strong>Boston Dynamics</strong>, presso il suo nuovo stabilimento produttivo in Georgia, negli Stati Uniti. L’iniziativa rappresenta un passaggio chiave nella ridefinizione della catena del valore nell’industria automotive globale, riflettendo una convergenza tra automazione avanzata, reshoring industriale e ricalibrazione delle policy di investimento estero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’adozione di Atlas – un robot bipede progettato per compiere movimenti umani complessi e operare in ambienti industriali – è parte integrante del piano da <strong>21 miliardi di dollari</strong> che Hyundai sta destinando all’espansione della sua presenza produttiva e tecnologica negli USA, con <strong>6 miliardi riservati all’innovazione, robotica e intelligenza artificiale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Automazione evoluta e nuove configurazioni produttive</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Atlas non è un semplice “braccio meccanico su due gambe”: è un agente robotico in grado di sollevare carichi, assemblare parti complesse, installare componenti come portiere e batterie, adattandosi dinamicamente all’ambiente produttivo. La roadmap di Hyundai prevede l&#8217;automazione fino al <strong>40% dei processi di assemblaggio</strong> nello stabilimento entro fine anno, ridefinendo non solo il layout della produzione ma anche i modelli operativi e le relazioni tra uomo e macchina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni economiche e politiche industriali: reshoring e competitività</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’adozione dei robot Atlas si inserisce in un quadro strategico più ampio, che include il sostegno delle politiche industriali statunitensi mirate al reshoring e alla sicurezza tecnologica nazionale. Incentivi pubblici, fondi federali per la transizione green e tensioni geopolitiche con la Cina stanno spingendo i giganti industriali asiatici a rilocalizzare parte della produzione negli USA. Il nuovo impianto Hyundai a Bryan County si inserisce perfettamente in questa dinamica, prevedendo una capacità di produzione iniziale di <strong>100.000 veicoli elettrici e ibridi</strong> l’anno, con l’obiettivo di raggiungere <strong>500.000 unità</strong> nel medio termine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Profili giuridici e diritto dell’innovazione: tra responsabilità e compliance</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’integrazione di robot umanoidi nei processi produttivi pone sfide giuridiche complesse. In assenza di una cornice normativa federale specifica negli Stati Uniti per la responsabilità civile di agenti autonomi, resta aperto il dibattito su liability in caso di malfunzionamento, danno a persone o beni, e sulle clausole contrattuali applicabili tra produttori di robot e imprese utilizzatrici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, la compliance con le norme su sicurezza sul lavoro (OSHA), protezione dei dati industriali e cybersecurity richiederà una continua evoluzione del quadro regolatorio. L’intersezione tra diritto del lavoro, diritto della robotica e proprietà intellettuale diventerà sempre più rilevante, soprattutto in contesti ad alta densità tecnologica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Finanza, venture capital e strategie di gruppo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’investimento di Hyundai si inserisce anche in una logica finanziaria di consolidamento verticale. Boston Dynamics, sviluppatore di Atlas, è controllata proprio da Hyundai, che ne ha acquisito l’80% nel 2021. La sinergia tra hardware robotico, AI applicata e manifattura industriale rappresenta un modello integrato orientato a ridurre la dipendenza da fornitori terzi, internalizzare l’innovazione e ottimizzare il capitale investito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa integrazione verticale pone il gruppo coreano in posizione competitiva anche rispetto ad altri giganti globali del settore (come Tesla e BYD), che stanno perseguendo strategie simili in ottica di full-stack control nella produzione EV e nell’automazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica tecnologica: una partita a tre tra USA, Corea del Sud e Cina</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa Hyundai assume anche una valenza geopolitica. In un contesto di crescente polarizzazione tecnologica tra Washington e Pechino, la Corea del Sud emerge come attore strategico. L’investimento in Georgia consente a Hyundai di consolidare la sua posizione negli USA – primo mercato mondiale per i veicoli elettrici dopo la Cina – mantenendo però autonomia industriale e controllo delle tecnologie critiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’utilizzo di robot avanzati prodotti da una controllata domestica rafforza anche la resilienza della supply chain, riducendo l’esposizione a shock esogeni e a interruzioni transfrontaliere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un laboratorio di innovazione industriale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’adozione di Atlas da parte di Hyundai non è solo una notizia di automazione, ma un segnale sistemico di trasformazione della manifattura globale. È l’inizio di un nuovo paradigma in cui l’industria automotive si fonde con robotica, diritto dell’innovazione, geopolitica e politica industriale. Gli esiti di questo esperimento produttivo – in termini di efficienza, regolazione, occupazione e accettazione sociale – saranno osservati con attenzione da legislatori, investitori, competitor e policymaker in tutto il mondo.</p>
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		<item>
		<title>Toyota sceglie Huawei, Honda punta su DeepSeek. Cina, auto elettriche e nuove alleanze</title>
		<link>https://www.italianelfuturo.com/toyota-sceglie-huawei-honda-punta-su-deepseek-cina-auto-elettriche-e-nuove-alleanze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 09:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[DeepSeek]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[Huawei]]></category>
		<category><![CDATA[Hyundai]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/04/Cina-Giappone.png" type="image/jpeg" />La trasformazione della mobilità globale sta accelerando e la Cina si conferma epicentro indiscusso della rivoluzione elettrica. In questo contesto, le recenti scelte strategiche di Toyota e Honda, due giganti dell’automotive giapponese, testimoniano la nuova centralità degli ecosistemi digitali cinesi, con ricadute profonde su economia, diritto dell’innovazione, geopolitica e finanza. Toyota e Huawei: una partnership [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La trasformazione della mobilità globale sta accelerando e la <strong>Cina</strong> si conferma epicentro indiscusso della rivoluzione elettrica.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, le recenti scelte strategiche di <strong>Toyota e Honda</strong>, due giganti dell’automotive giapponese, testimoniano la nuova centralità degli ecosistemi digitali cinesi, con ricadute profonde su economia, diritto dell’innovazione, geopolitica e finanza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Toyota e Huawei: una partnership ad alto valore strategico</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Toyota</strong> ha annunciato una partnership strutturata con <strong>Huawei</strong> per lo sviluppo e la gestione delle piattaforme software dedicate ai <strong>veicoli elettrici (EV)</strong> destinati al mercato cinese. L’accordo rappresenta una svolta per il costruttore giapponese, che riconosce la superiorità tecnologica e la leadership di Huawei nei sistemi operativi per smart car, con particolare attenzione all’ecosistema <strong>HarmonyOS</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione di affidarsi a Huawei consente a Toyota di garantire compliance con le rigorose normative cinesi in materia di cybersecurity e data governance, imprescindibili per operare nella Repubblica Popolare. Dal punto di vista giuridico, l’intesa riflette l’esigenza di conformità ai requisiti imposti dal “Cybersecurity Law” e dalle linee guida per la localizzazione dei dati sensibili, che vincolano i produttori stranieri a collaborazioni con soggetti tecnologici locali certificati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano finanziario, la partnership può accelerare il time-to-market dei veicoli elettrici Toyota in Cina, riducendo i rischi di investimento e garantendo l’accesso ad una base utenti potenzialmente superiore ai 300 milioni di utilizzatori dell’ecosistema digitale Huawei.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Honda sceglie DeepSeek: l’intelligenza artificiale al servizio della mobilità</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Honda</strong>, da parte sua, ha deciso di puntare sull’integrazione della piattaforma <strong>DeepSeek</strong>, sviluppata da una start-up cinese specializzata in intelligenza artificiale generativa, per i suoi futuri modelli elettrici destinati al mercato locale. DeepSeek offre avanzate capacità di personalizzazione dell’esperienza utente, sistemi di assistenza vocale e gestione predittiva dei dati di guida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Honda adatta la propria offerta tecnologica alle preferenze dei consumatori cinesi, nel rispetto delle regole sulla sovranità digitale e dei requisiti di interoperabilità richiesti dal contesto normativo e industriale cinese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’accordo tra Honda e DeepSeek, oltre a rispondere alle esigenze della compliance normativa, consente al costruttore nipponico di rafforzare la propria presenza in una filiera dell’innovazione dominata da player locali, favorendo investimenti diretti in R&amp;D e aumentando la resilienza rispetto ai rischi di decoupling tecnologico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Cina come laboratorio globale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le scelte di Toyota e Honda riflettono una tendenza sempre più marcata: il mercato cinese non è più solo un’opportunità commerciale, ma rappresenta un vero e proprio laboratorio di sperimentazione per le strategie globali delle case automobilistiche. L’obbligo di alleanze con tech company locali, la necessità di rispettare standard giuridici stringenti e la crescente autonomia tecnologica della Cina stanno riscrivendo le regole della competizione internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista economico, le joint venture e i partenariati con aziende come Huawei e DeepSeek si traducono in una ridefinizione delle supply chain, con ricadute su procurement, gestione degli asset intangibili, licencing e modelli di revenue sharing. La finanza industriale si adegua con strumenti innovativi di co-investimento e fondi dedicati all’open innovation, mentre sul fronte geopolitico cresce la pressione sugli attori occidentali per non rimanere esclusi dalla “nuova Via della Seta tecnologica”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Diritto dell’innovazione e nuove sfide regolamentari</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il diritto dell’innovazione gioca un ruolo centrale nell’architettura di queste nuove alleanze. La convergenza tra automotive, digitale e intelligenza artificiale impone la definizione di standard comuni su proprietà intellettuale, trasferimento tecnologico, sicurezza dei dati e liability per sistemi autonomi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, le norme cinesi su data localization e cybersecurity hanno impatti extraterritoriali, obbligando le multinazionali a una ricalibrazione delle proprie strategie di governance e compliance. Le autorità cinesi, nel quadro della politica industriale “Made in China 2025”, promuovono la crescita di campioni nazionali anche tramite la leva regolamentare, ridefinendo i rapporti tra pubblico e privato e generando nuovi equilibri a livello globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso una nuova geografia della mobilità elettrica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’integrazione di software e hardware made in China nelle strategie di Toyota e Honda rappresenta un punto di svolta per l’industria globale dell’auto elettrica. Le implicazioni sono trasversali e investono aspetti economici, finanziari, giuridici e geopolitici, delineando scenari in cui il successo passa sempre più dalla capacità di dialogare con i sistemi normativi e tecnologici locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un contesto di crescente polarizzazione dei mercati e di ridefinizione delle catene globali del valore, le alleanze tra big giapponesi e tech company cinesi diventano paradigma di una nuova era, dove diritto dell’innovazione, politica industriale e finanza internazionale si intrecciano per determinare i vincitori della transizione elettrica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Volkswagen, tornano i pulsanti. “Sono auto, non degli smartphone”</title>
		<link>https://www.italianelfuturo.com/volkswagen-tornano-i-pulsanti-sono-auto-non-degli-smartphone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[EuroNCAP]]></category>
		<category><![CDATA[Hyundai]]></category>
		<category><![CDATA[tesla]]></category>
		<category><![CDATA[Volkswagen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/Untitled-11-1.jpg" type="image/jpeg" />Volkswagen e altri marchi automobilistici stanno ripristinando alcuni pulsanti per le loro vetture. I touchscreen nell’abitacolo rimangono, ma le funzioni essenziali tornano ad essere comandate con interruttori fisici. Può sembrare un dettaglio di lana caprina, ma in realtà ci troviamo di fronte ad una presa di coscienza dei marchi automobilistici. Certo, frutto anche della congiuntura [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/03/Untitled-11-1.jpg" type="image/jpeg" />
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Volkswagen</strong> e altri marchi automobilistici stanno ripristinando alcuni pulsanti per le loro vetture. I <strong>touchscreen</strong> nell’abitacolo rimangono, ma le funzioni essenziali tornano ad essere comandate con interruttori fisici.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Può sembrare un dettaglio di lana caprina, ma in realtà ci troviamo di fronte ad una presa di coscienza dei marchi automobilistici. Certo, frutto anche della congiuntura difficile in cui si trovano e che sicuramente non invoglia a far scappare i potenziali acquirenti con soluzioni tecnologiche d’avanguardia ma che gli automobilisti trovano d’impiccio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Volkswagen annuncia il ritorno dei pulsanti: ecco da quale modello</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico, parliamo dell’annuncio di <strong>Volkswagen</strong> di ripristinare i pulsanti nell’abitacolo dei suoi modelli. Certo, non siamo ai saluti definitivi ai touchscreen che attualmente comandano<a href="https://www.mobilitafutura.eu/tecnologie/infotainment-auto-consigli/34380/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>l’infotainment</strong></a> ma anche alcune funzioni per il comfort alla guida. Ma, appunto, proprio queste funzioni importanti nelle prossime auto prodotte dalla casa di Wolfsburg si comanderanno con i pulsanti fisici, come un tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il responsabile del design in VW <strong>Andreas Mindt</strong> ha confermato questa svolta in una intervista concessa ad <em>Autocar</em>. In cui ha spiegato che dalla <strong>ID.2all,</strong> vettura elettrica compatta che dovrebbe debuttare sul mercato da quest’anno, funzioni come volume, riscaldamento per ogni lato della vettura, ventilazione e luci di emergenza saranno azionate tramite i tradizionali pulsanti, che si troveranno sotto lo schermo del touchscreen. </p>



<h2 class="wp-block-heading">“Abbiamo fatto un errore che non commetteremo più”</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Mindt rimuovere questi pulsanti è stato “<em>un errore che non commetteremo più</em>”. Aggiungendo: “<em>Sono delle auto, non degli smartphone</em>”. Volkswagen, tuttavia, non è un caso isolato. Anche <strong>Hyundai</strong> lo scorso anno si è impegnata nel non rimuovere i pulsanti per determinate funzioni, quelle più usate dagli automobilisti. Persino <strong>Tesla</strong>, che ha innovato il cockpit con i suoi touchscreen riducendo quasi del tutto qualsiasi comando via interruttori, ha ripristinato il devioluci sull’ultima versione della <strong>Model Y</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’iniziativa dell’Euro NCAP per le prossime auto e l’allarme sugli incidenti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Pure le istituzioni e le organizzazioni si sono mosse. L&#8217;<em>European New Car Assessment Programme </em>(<strong>Euro NCAP</strong>), ovvero il Programma europeo di valutazione dei nuovi modelli di automobili, ha previsto che dal prossimo primo gennaio 2026 tutte le auto vendute nel territorio dell’Unione Europea per ottenere la migliore valutazione NCAP dovranno presentare pulsanti fisici, in particolare per le funzioni di SOS, gli indicatori di direzione, luci di emergenza, clacson e tergicristalli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa organizzazione, con sede in Belgio, lo scorso anno, aveva sottolineato l’importanza degli interruttori fisici. Parlando con <em>Politico</em>, il direttore dello sviluppo strategico dell&#8217;NCAP <strong>Matthew Avery </strong>aveva lanciato l’allarme sull’aumento degli incidenti dovuti alle distrazioni causa touchscreen. Aggiungendo: “<em>Il problema con i touchscreen è che hanno un ritardo intrinseco e, cosa più importante, non c&#8217;è feedback tattile. Passi più tempo a guardare lo schermo per verificare che ciò che hai richiesto venga esaudito</em>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le case automobilistiche e il compromesso tra tecnologia ed esigenze degli automobilisti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo di questo revival generalizzato (pure <strong>Mercedes</strong> ha fatto mea culpa) è semplificare la vita agli automobilisti e garantire loro la sicurezza. Touchscreen o peggio comandi gestuali sono visti come una inutile complicazione quando si deve regolare il volume, la climatizzazione o accendere le luci dei fari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I touchscreen, invece, rimangono fondamentali per il controllo della telecamera posteriore quando si fa retromarcia, ad esempio. Per il resto, le case automobilistiche devono sacrificare l’estrema sofisticazione tecnologica (su cui i cinesi, invece, stanno correndo con le proprie vetture) per venire incontro alle esigenze di comodità e sicurezza dei loro acquirenti. In tempi di crisi del settore, una necessità ineludibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.italianelfuturo.com/volkswagen-tornano-i-pulsanti-sono-auto-non-degli-smartphone/">Volkswagen, tornano i pulsanti. “Sono auto, non degli smartphone”</a> proviene da <a href="https://www.italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
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