<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Banca Italia Archivi - Italia nel futuro</title>
	<atom:link href="https://www.italianelfuturo.com/tag/banca-italia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.italianelfuturo.com/tag/banca-italia/</link>
	<description>Innovare oggi, per costruire il domani</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Oct 2025 08:23:41 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.2</generator>

<image>
	<url>https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2024/12/cropped-favicon-32x32.jpg</url>
	<title>Banca Italia Archivi - Italia nel futuro</title>
	<link>https://www.italianelfuturo.com/tag/banca-italia/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Pagare in Italia nel 2025: come (e perché) cambiano le abitudini dei consumatori</title>
		<link>https://www.italianelfuturo.com/pagare-in-italia-nel-2025-come-e-perche-cambiano-le-abitudini-dei-consumatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Maisto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 07:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banking e Fintech]]></category>
		<category><![CDATA[Banca Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Pagamenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://italianelfuturo.com/?p=52970</guid>

					<description><![CDATA[<p><enclosure url="https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/10/ChatGPT-Image-14-ott-2025-09_29_19.png" type="image/jpeg" />Basato sull’indagine SPACE 2024 della BCE, il nuovo rapporto della Banca d’Italia fotografa un Paese in transizione: il contante arretra, ma resta centrale nei piccoli importi, le carte consolidano il primato, i pagamenti via smartphone crescono, ma non sfondano ancora. Dietro i numeri, tre nodi politici: infrastrutture, fiducia, inclusione. Un termometro sociale, non solo finanziario [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.italianelfuturo.com/pagare-in-italia-nel-2025-come-e-perche-cambiano-le-abitudini-dei-consumatori/">Pagare in Italia nel 2025: come (e perché) cambiano le abitudini dei consumatori</a> proviene da <a href="https://www.italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<enclosure url="https://www.italianelfuturo.com/wp-content/uploads/2025/10/ChatGPT-Image-14-ott-2025-09_29_19.png" type="image/jpeg" />
<blockquote class="custom-blockquote" class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Dalla resilienza del contante alla normalità del contactless: cosa dice l’ultimo rapporto della Banca d’Italia sulle scelte di pagamento degli italiani e quali sfide restano aperte.</p>
</blockquote>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Basato sull’indagine <strong>SPACE 2024</strong> della BCE, il <strong><a href="https://italianelfuturo.com/reports/mercati-infrastrutture-sistemi-di-pagamento-report-on-the-payment-attitudes-of-consumers-in-italy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuovo rapporto della Banca d’Italia</a></strong> fotografa un Paese in transizione: il contante arretra, ma resta centrale nei piccoli importi, le carte consolidano il primato, i pagamenti via smartphone crescono, ma non sfondano ancora. Dietro i numeri, tre nodi politici: infrastrutture, fiducia, inclusione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un termometro sociale, non solo finanziario</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un rapporto tecnico come gli altri. Nel <strong>N. 68 della collana “Mercati, infrastrutture e sistemi di pagamento”</strong>, Bankitalia usa l’indagine <strong>SPACE 2024</strong> per misurare il modo in cui gli italiani pagano e quanto si fidano di istituzioni, tecnologia e mercato. Il campione italiano conta <strong>4.088 rispondenti</strong> e oltre <strong>22mila transazioni</strong> osservate tra pagamenti al punto vendita, online, P2P e ricorrenti: un “diario” che trasforma il gesto quotidiano del pagare in un termometro della modernizzazione del Paese. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contante arretra, ma detta ancora i tempi nei piccoli importi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La tendenza è chiara: l’uso del contante <strong>scende</strong>, mentre le soluzioni cashless <strong>crescono</strong> spinte anche dall’e-commerce. Eppure, alla cassa, le banconote restano <strong>lo strumento più frequente</strong>: <strong>61%</strong> dei pagamenti al POS per numero nel 2024 (69% nel 2022; 82% nel 2019). Per valore, il sorpasso del cashless è “di misura”: <strong>51%</strong> contro <strong>49%</strong> del contante. Tradotto: gli italiani usano ancora cash per gli scontrini piccoli; quando l’importo sale, aumentano le alternative elettroniche. L’<strong>operazione media</strong> vale <strong>€23 in contanti</strong>, <strong>€34 con carta</strong>, <strong>€42 via mobile</strong>, <strong>€53 con altri strumenti.</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Carte ovunque, wallet in ascesa (ma con passo corto al POS)</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>carte</strong> sono l’ossatura del sistema: restano l’<strong>alternativa principale al contante </strong>e lo <strong>strumento più usato anche online</strong>. Nel canale e-commerce, le carte coprono <strong>circa metà</strong> delle operazioni (51% per numero), mentre <strong>e-payments</strong> e wallet fanno da seconda gamba e avanzano nei settori “esperienziali” (viaggi, cultura, beni durevoli). Al POS, il <strong>mobile</strong> cresce, ma resta ancora <strong>di nicchia</strong> (circa <strong>4–5%</strong> tra numero e valore), segno che la curva di apprendimento c’è, ma non è ancora mainstream. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L’online non è più eccezione: 1 transazione su 4 è digitale (e vale sempre di più)</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato che cambia la fisionomia dei consumi: <strong>le transazioni online nelle spese “giorno per giorno” arrivano al 24% per numero e al 38% per valore</strong>. È un salto rispetto al 2019 (6% e 16%) e al 2022 (16% e 26%). Siamo in linea con l’Eurozona per valore e leggermente sopra per numero: segno che l’abitudine digitale è entrata nella routine d’acquisto, non solo nelle grandi occasioni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">P2P: il contante resiste, ma le app gli tengono il passo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nei pagamenti <strong>person-to-person</strong> il contante è ancora <strong>lo strumento più usato per numero</strong> (44% in Italia), ma <strong>carte + app</strong> ormai <strong>valgono complessivamente il 43%</strong>. Gli <strong>istantanei</strong> esistono, ma sono <strong>ancora marginali</strong> (circa 3% per numero). Per valore, la gerarchia si ribalta: crescono carte/app e bonifici, mentre il contante scivola sulle cifre alte. Morale: tra amici e familiari il cash resta comodo per somme piccole; quando l’importo conta, si passa all’elettronico. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Accettazione: dove “vince” il POS moderno, il contante perde spinta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda chiave non è solo “cosa preferiscono i consumatori?”, ma “che cosa accettano gli esercenti?”. Il rapporto registra un’elevata <strong>accettazione degli strumenti cashless</strong> nei contesti strutturati (grande distribuzione, catene), mentre nelle attività piccole e di prossimità il quadro è più vario. Un dato rivelatore: <strong>il 7% dei rispondenti</strong> ha sperimentato almeno <strong>un caso di non-accettazione del contante</strong>; all’opposto, persistono aree dove <strong>non si accettano carte o mobile</strong> per costi e complessità percepite. L’accettazione si conferma il vero “rubinetto” della modernizzazione: quando c’è, il comportamento dei clienti cambia subito. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il confronto europeo: convergenza lenta, ma la direzione è irreversibile</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Rispetto alla media dell’Eurozona, l’Italia resta <strong>più cash-intensive al POS</strong> (per numero), ma <strong>riduce il divario</strong> sulle transazioni di valore medio-alto. Sull’online, la dinamica italiana è in <strong>linea</strong> con la tendenza europea di lungo periodo tracciata da <strong>SPACE 2024</strong>: l’aumento delle operazioni digitali e la <strong>convergenza</strong> tra Paesi (minori differenze relative nel 2019-2024). Il quadro è quello di una modernizzazione <strong>a più velocità</strong>, che però non torna indietro. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tre faglie della transizione: rete, fiducia, inclusione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro le curve di adozione convivono tre fratture strutturali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Infrastrutture</strong> — Là dove <strong>banda e 5G</strong> sono intermittenti, i pagamenti digitali restano un miraggio; i POS di nuova generazione arrivano tardi o non arrivano affatto</li>



<li><strong>Fiducia</strong> — Malgrado la <strong>SCA/PSD2</strong> e gli standard europei, la percezione di <strong>rischio</strong> (frodi, privacy, costi opachi) frena wallet e app. La fiducia, in Italia, si costruisce più con prove pratiche che con slogan regolatori</li>



<li><strong>Inclusione</strong> — Senza alfabetizzazione e <strong>design accessibile</strong>, la spinta al digitale rischia di escludere <strong>anziani, redditi bassi, aree interne</strong>. L’obiettivo non è “cashless a ogni costo”, ma <strong>scelta reale</strong> per tutti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Queste non sono variabili tecniche: sono <strong>questioni di politica economica</strong> che il rapporto rende visibili, punto per punto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Pagare è politica: perché l’atto quotidiano diventa cittadinanza economica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il pagamento non è più un dettaglio di checkout: è <strong>un linguaggio civile</strong>. Scegliere una carta, un wallet o il contante significa dire qualcosa sulla <strong>relazione con lo Stato</strong> (tracciabilità), con la <strong>banca</strong> (affidabilità), con la <strong>tecnologia</strong> (comodità vs controllo). In un Paese dove il rapporto con il denaro è <strong>emotivo</strong> oltre che funzionale, la modernizzazione dei pagamenti è anche una <strong>pedagogia della fiducia</strong>. Non basta offrire strumenti: bisogna <strong>renderli semplici, trasparenti, comparabili</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una roadmap concreta (e misurabile) per l’Italia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se la traiettoria è irreversibile, la <strong>qualità della transizione</strong> dipende da scelte pratiche:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Chiudere il digital divide</strong>: priorità a <strong>banda/5G</strong> e <strong>POS “tap to phone”</strong> per micro-esercizi; obiettivo: pagamenti digitali <strong>ovunque</strong></li>



<li><strong>Rendere la sicurezza visibile</strong>: antifrode “by default”, <strong>recupero immediato</strong> in caso di truffa, interfacce che spiegano <strong>costi e tutele</strong> prima del click</li>



<li><strong>Alfabetizzazione mirata</strong>: programmi per <strong>over-65, piccole imprese e aree interne</strong>, con tutoraggio “in presenza” e incentivi all’adozione</li>



<li><strong>Spinta all’innovazione utile</strong>: wallet interoperabili, <strong>instant payments</strong> user-friendly, <strong>pagamenti pubblici</strong> completamente digitali ma sempre con alternativa inclusiva</li>



<li><strong>Misurare e pubblicare</strong>: KPI territoriali su accettazione, qualità del servizio, frodi; <strong>trasparenza</strong> come leva di concorrenza.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">È questa la differenza tra una transizione <strong>subita</strong> e una transizione <strong>governata</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attraversare i ponti che costruiamo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto della Banca d’Italia conferma che l’Italia <strong>sta cambiando modo di pagare</strong>, e, quindi, <strong>modo di stare nell’economia</strong>. Le curve d’adozione raccontano uno spostamento reale — contante in calo, carte come spina dorsale, digitale in ascesa —, ma il senso politico è altrove: <strong>la modernizzazione che non lascia indietro nessuno</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruire ponti è questione di capitale e tecnologia; <strong>attraversarli</strong> richiede <strong>fiducia, coraggio e coerenza</strong>. Se l’Italia saprà unire <strong>competitività e inclusione, innovazione e semplicità, protezione e libertà</strong>, il pagamento diventerà ciò che dovrebbe essere: <strong>un gesto facile, sicuro e alla portata di tutti</strong>. E allora sì, potremo dire che la nostra transizione non è stata solo digitale — <strong>è stata civile</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.italianelfuturo.com/pagare-in-italia-nel-2025-come-e-perche-cambiano-le-abitudini-dei-consumatori/">Pagare in Italia nel 2025: come (e perché) cambiano le abitudini dei consumatori</a> proviene da <a href="https://www.italianelfuturo.com">Italia nel futuro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
