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IA e Sovranità: l’intervento di Alessandro De Pedys (MAECI)

| 27/10/2026
IA e Sovranità: l’intervento di Alessandro De Pedys (MAECI)

In occasione della Conferenza Internazionale “Intelligenza Artificiale e Sovranità: L’alternativa è possibile”, promossa da Agile Lab, è intervenuto Alessandro De Pedys in rappresentanza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI).

De Pedys ha inquadrato il tema della sovranità digitale all’interno di un contesto geopolitico globale complesso, caratterizzato da pressioni economiche, minacce ibride e dalla ridefinizione delle tradizionali relazioni di sicurezza.

Geopolitica della tecnologia: oltre la sicurezza tradizionale

L’analisi del MAECI evidenzia come i confini tra competitività tecnologica, crescita economica e sicurezza nazionale siano ormai estremamente labili. 

La triplice minaccia globale — segnata dalle ambizioni russe, dalle politiche coercitive cinesi e dalla ridefinizione degli impegni di sicurezza americani in Europa — impone una riflessione profonda sul ruolo del Vecchio Continente.

  • Dalle funzioni tecniche ai requisiti di sovranità: Il controllo dello spazio cibernetico e l’uso efficace dell’intelligenza artificiale non costituiscono più semplici strumenti di supporto tecnico, ma veri e propri pilastri della sovranità nazionale.
  • Il rischio delle dipendenze tecnologiche: Un’esposizione prolungata a infrastrutture, cloud e software non europei (con la concentrazione di dati e servizi oltreoceano) espone il Paese a vulnerabilità strategiche equiparabili a quelle tradizionali.

Costruire l’alternativa: regole, investimenti e mercato dei capitali

Per evitare la sudditanza tecnologica e la perdita di controllo sugli standard globali, l’Europa non può sottrarsi alla competizione sui modelli di frontiera. L’alternativa è possibile a patto di agire su più fronti:

  1. Diplomazia attiva e alleanze: Costruire reti di cooperazione con partner internazionali like-minded e presidiare i tavoli decisionali multilaterali (G7, UE, NATO).
  2. Infrastrutture e investimenti: Affiancare ai solidi quadri normativi europei (come l’AI Act) un ecosistema finanziario favorevole, completando l’unione dei mercati dei capitali e mobilitando le risorse verso l’innovazione locale.
  3. Volontà politica: Superare i ritardi strutturali e accelerare le decisioni strategiche per fare in modo che l’innovazione sviluppata in Europa resti sul territorio, garantendo autonomia e sicurezza per il futuro del Paese.
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