Menu di navigazione

Oltre la Macchina: IA, Smart Grid e la Sfida della Quinta Rivoluzione Industriale

Daniele MennitiDaniele MennitiProfessore Ordinario di Sistemi Elettrici per l’Energia – Università della Calabria
| 12/08/2026
Oltre la Macchina: IA, Smart Grid e la Sfida della Quinta Rivoluzione Industriale

Dalla macchina a vapore alle reti neurali e alle reti elettriche intelligenti: perché l'Industria 5.0 può conciliare fabbisogno umano, limite entropico, rinnovabili e decarbonizzazione. A patto di non consegnare il futuro ai nuovi oligopoli tecnologici.

La storia dell’umanità è scandita dalle sue rivoluzioni industriali, salti di paradigma in cui la tecnologia ha ridefinito il nostro modo di produrre, vivere e prosperare. Dalla macchina a vapore che ci ha liberato dalla dipendenza dalla forza animale (Prima Rivoluzione), passando per l’elettrotecnica e la produzione di massa (Seconda), fino all’avvento dell’elettronica (Terza) e alla totale interconnessione dei sistemi cyber-fisici (Quarta). Oggi, con l’introduzione massiccia dell’Intelligenza Artificiale e con la digitalizzazione sempre più profonda delle infrastrutture energetiche, stiamo varcando la soglia della Quinta Rivoluzione Industriale. Ma questa transizione porta con sé sfide e analogie storiche che meritano una riflessione non solo tecnologica, ma anche politica e industriale.

Il fantasma di Malthus e l’illusione della fine del lavoro

Ogni volta che una nuova tecnologia si affaccia all’orizzonte, si risvegliano antichi timori. Come all’epoca dell’introduzione dei primi filatoi e telai meccanici, si teme che le macchine – in questo caso i cervelli sintetici – possano rubare il lavoro agli esseri umani, rendendoci obsoleti. Eppure, la storia ci insegna il contrario. La Prima Rivoluzione Industriale smentì le catastrofiche previsioni di Thomas Malthus: la meccanizzazione non affamò la popolazione, ma aumentò vertiginosamente la produttività agricola e manifatturiera, permettendo di soddisfare i bisogni di un’umanità in rapida crescita demografica. Oggi l’Intelligenza Artificiale ha un ruolo analogo: non è destinata a sostituire l’uomo, ma ad amplificarne le capacità produttive e cognitive per far fronte a necessità globali sempre più complesse.

L’aggravante del nostro tempo: il limite entropico

Rispetto al Settecento, tuttavia, ci troviamo ad affrontare una variante drammatica. Oggi siamo oltre 8 miliardi di esseri umani e ci avviamo a diventare 10 miliardi entro il 2050. Le guerre per accaparrarsi risorse finite – in primis i combustibili fossili – dimostrano che il modello di crescita illimitata si è scontrato con un muro. Il carico entropico della Terra ha ormai raggiunto e, per molti versi, superato il suo limite. I cambiamenti climatici, sotto gli occhi di tutti, ne sono il sintomo più evidente. Non possiamo più permetterci di produrre consumando risorse al ritmo del passato.

Rinnovabili, elettrificazione e reti intelligenti

La decarbonizzazione profonda del sistema energetico mondiale passa sempre più attraverso l’elettrificazione degli usi finali dell’energia: mobilità, climatizzazione, processi industriali, servizi e una quota crescente delle attività quotidiane. Ma elettrificare davvero significa anche produrre elettricità pulita, diffusa e variabile, in larga parte da fonti rinnovabili non programmabili. È qui che la rete elettrica smette di essere una semplice infrastruttura passiva e diventa la piattaforma intelligente della transizione.

Senza smart grid, sensori, automazione, accumuli, flessibilità della domanda, comunità energetiche e algoritmi capaci di prevedere e governare i flussi, l’espansione delle rinnovabili rischia di incontrare il proprio limite infrastrutturale. La nuova abbondanza energetica non nascerà soltanto da più pannelli fotovoltaici o da più turbine eoliche, ma da reti digitalizzate in grado di coordinare milioni di punti di produzione, consumo e accumulo.

Su questo terreno si misura anche la nuova competizione industriale. La Cina corre a grandi falcate verso il futuro, investendo in rinnovabili, accumuli, reti, filiere produttive e controllo delle tecnologie strategiche. L’Europa, invece, rischia di arretrare sotto il peso di compromessi difensivi e del freno esercitato da Paesi come l’Italia, ancora troppo spesso ostinatamente legati a inerzie regolatorie, ritardi autorizzativi e nostalgie fossili. Arretrare sulle reti digitali non significa perdere un dettaglio tecnico: significa consegnare ad altri la grammatica industriale del prossimo secolo.

Il paradosso dell’IA: consumare energia per governare la complessità

L’Intelligenza Artificiale richiede un’enorme potenza di calcolo e, di conseguenza, quantità crescenti di energia. Sembrerebbe un controsenso in un’epoca di crisi climatica. Eppure, è proprio attraverso un uso massiccio e ben orientato dell’IA che possiamo trovare la via d’uscita: non per sostituire la politica energetica, ma per rendere governabile un sistema che diventa ogni giorno più distribuito, elettrico e interdipendente. L’IA è lo strumento definitivo per dominare la complessità. Può ridurre drasticamente gli sprechi, efficientare i servizi, prevedere i fabbisogni, orchestrare accumuli e flessibilità e gestire in modo intelligente il ricorso su larga scala alle fonti rinnovabili, rendendo strutturale l’abbandono dei fossili. Se usata correttamente, l’IA è la chiave per sconfiggere le nuove previsioni di matrice neo-malthusiana, garantendo prosperità senza distruggere la biosfera.

La vera sfida: la governance e l’emancipazione delle masse

La tecnologia, però, non è neutra. Risolvere il problema tecnologico ed ecologico non basterà se non affronteremo la questione politica e sociale. Le reti digitali, l’IA e i dati energetici possono diventare strumenti di libertà e partecipazione, oppure nuove infrastrutture di dipendenza. L’Industria 5.0 deve coincidere con un radicale cambio dei paradigmi di governance mondiale. Vi è l’urgenza di liberarsi dal dominio di pochi oligopoli, ripensando a un benessere diffuso per tutti. Dobbiamo evitare la creazione di pericolose sacche di rendita che generano la tentazione furba di far lavorare gli altri, portando a eccessi di ricchezza e di conoscenza concentrati nelle mani di una ristretta élite.

Questa è la nuova sfida del futuro. L’Intelligenza Artificiale e le reti intelligenti hanno il potenziale per inaugurare un’era di abbondanza sostenibile, ma tutto dipenderà, in ultima analisi, dalla capacità delle masse di non farsi manipolare e dalla volontà delle democrazie di non consegnare a pochi soggetti privati il controllo delle infrastrutture cognitive ed energetiche del pianeta.

L’autore

Daniele Menniti è Professore Ordinario di Sistemi Elettrici per l’Energia presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale dell’Università della Calabria. Laureato in Ingegneria Elettrica e PhD in Ingegneria Elettrotecnica, ha maturato un’esperienza pluridecennale nella ricerca applicata su reti intelligenti, generazione distribuita, fonti rinnovabili e sistemi di accumulo. È responsabile scientifico di numerosi progetti PON e RdS (come ComESto, Domus Energia, Power Cloud). Tra i numerosi incarichi, è consulente tecnico per ARERA dal 2011, ricopre ruoli direttivi nei consorzi EnSiEl e CRETA, ed è Presidente e AD di CRETA Energie Speciali Srl. Con oltre 180 pubblicazioni scientifiche all’attivo, è un punto di riferimento nella definizione di modelli energetici per la transizione ecologica e digitale in Italia.
Visit to the Future 2026 - Industrial Intelligence in Action, Business Mission to Shenzhen

Video del Giorno

LIVE – United Nations TV: incontri ed eventi sui grandi temi globali

"Educare non è solo trasmettere conoscenze. Educare è anche forgiare caratteri nobili, retti, con principi forti, in cui non trovano posto la volgarità, la superficialità e l'arroganza"

Natsume Sōseki

Articoli recenti

Tecnologie in video

Drone View

Barberio & Partners s.r.l.

Via Donatello 67/D - 00196 Roma
P.IVA 16376771008

Privacy Policy
Cookie Policy
Termini e Condizioni
Questo sito è protetto da reCAPTCHA e la Informativa sulla Privacy di Google, nonché i Termini di Servizio sono applicabili.